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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II AL
CARDINALE MARCELO GONZÁLEZ MARTÍN IN OCCASIONE
DEL 50° DI SACERDOZIO
Giovedì, 30 maggio 1991
Al Nostro Venerabile Fratello Cardinale Marcelo González Martín, Arcivescovo di
Toledo
La grandezza della nostra benevolenza e del fraterno amore verso di lei,
nostro venerabile fratello, si moltiplica, anzi, cresce immensamente oggi
nell’occasione del cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio. Perciò le
scriviamo con cuore grato questa lettera, con la quale vogliamo, pur se lontani,
unirci al suo gregge di Toledo per lodare insieme con esso la sua diligente
opera ed attività e gli innumerevoli meriti del suo zelo; e così non dalle
nostre mani, ma dal nostro stesso animo riceverà questa lettera piena di
gratitudine, interprete della nostra voce.
Sappiamo bene quante lodi di buon
pastore, amico sicuro, fedele maestro si sia procurato specialmente presso la
comunità di Toledo a cui offre ancora oggi, con grande amore, il suo servizio
sacerdotale e episcopale. Ma già dall’anno 1960, quando fu eletto Vescovo di Asturia, si era guadagnato la stima di tutti, per la sua particolare carità.
Nel
1967 fu nominato Arcivescovo di Barcellona; quattro anni dopo, fu trasferito
alla sede di Toledo, dette prova delle sue particolari doti di saggezza e di
capacità; perciò già nel 1973 Paolo VI volle chiamare lei a far parte del
Collegio Cardinalizio.
Considerando la sua azione pastorale, vogliamo mettere in
luce in modo particolare il suo impegno assiduo nella cura dei religiosi e delle
religiose, coronato da chiaro successo, come attestano i fiorenti Seminari
Maggiori e Minori presenti nella sua Arcidiocesi. Sappiamo inoltre che si
appresta a celebrare il gioioso giubileo del suo sacerdozio circondato da una
eletta schiera di nuovi presbiteri; il che dà motivo di grande gioia al nostro
cuore.
Tralasciando molte altre cose che vanno ad accrescere la sua lode,
vogliamo ancora ricordare la pastorale, rinnovata sotto la sua guida, per i
giovani, le famiglie, i poveri, e per tutti coloro che hanno sofferto o soffrono
qualche amarezza per particolari motivi; una pastorale adottata secondo
l’indirizzo del Concilio Vaticano II.
C’è ragione dunque che lei si rallegri, sia lieto, nostro venerabile fratello, e
noi con lei.
Affinché poi la sua gioia sia più grande, impartiamo la benedizione apostolica,
segno del nostro amore, pegno della grazia di Dio a lei, al suo ausiliare, al
clero e a tutti i fedeli in Cristo affidati alla sua guida.
Città del Vaticano, 30 maggio 1991, anno 13° di nostro pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana
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