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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO
II AL CARDINALE UGO POLETTI
Al
venerabile nostro fratello Ugo di
santa romana Chiesa Cardinale Poletti nostro
Vicario generale nell’Urbe.
Cosa può
esserci davvero di più gradito, opportuno e lieto, per il Vicario nella diocesi
di Roma dello stesso Vicario di Gesù Cristo in terra, che poter commemorare il
felice esordio del suo presbiteriato e l’inizio luminoso del suo fecondo e
diuturno apostolato proprio nel giorno solennissimo “per noi reso sacro dalla
passione dei beatissimi apostoli Pietro e Paolo . . . giorno festivo consacrato per
noi dal sangue degli apostoli” (S. Augustini “Sermo CCXCV”)? Nemmeno a noi
poteva toccare cosa più dolce e gradita che inviare di nostra mano a te,
venerabile nostro fratello, una fervida lettera per manifestarti pubblicamente
ancora una volta tutti gli intimi sentimenti del nostro animo grato in occasione
di questo faustissimo evento della tua vita.
In quel
giorno infatti ricorrerà il cinquantesimo anno da quando - per generosissima
grazia divina - sei stato costituito sacerdote di Cristo in eterno, nonché fidatissimo figlio e ministro della comunità ecclesiale di Novara.
Or sono
cinque anni, abbiamo commemorato affettuosamente e pubblicamente l’inizio del
tuo ministero episcopale con analoga nostra lettera, volentieri passando in
rassegna i tuoi molti meriti sia come presbitero e vescovo nella Chiesa di
Novara, sia nelle Pontificie Opere Missionarie d’Italia, sia soprattutto nella
responsabilità pastorale della diocesi di Spoleto e finalmente nello stesso
quotidiano ministero nella nostra comunità di Roma. Ora, più brevemente ma non
meno intensamente, vogliamo porre in chiara luce i primordi del tuo Ordine sacro
e l’intero svolgimento del tuo ministero, rinnovando l’ampio e meritato elogio
che molto spesso noi e i nostri predecessori, Giovanni Paolo I e Paolo VI, ti
abbiamo tributato esaltando la tua dedizione operosa al Signore Gesù e alla
Chiesa.
Quando con
grande frequenza ci incontriamo con te, venerabile nostro fratello, per trattare
i problemi della nostra diocesi, pensiamo non ti sfugga quanto siano da noi
apprezzate la tua opera di collaboratore e la somma tua fedeltà nell’adempimento
dell’ufficio di nostro Vicario. E proprio per le virtù del tuo animo e per le
doti del tuo ingegno, come pure per la tua ricca esperienza, abbiamo ritenuto
giustamente di nominarti Presidente della Conferenza episcopale italiana.
Non c’è
dunque bisogno di molte parole perché tu avverta quanto desideriamo, e anzi
quanto da Dio onnipotente imploriamo che il giorno anniversario del tuo
sacerdozio rifulga per te felicissimo e ricco d’ogni consolazione. Oltre che con
questa fraterna lettera, anche in altre forme concelebreremo con te questa
lietissima ricorrenza della tua vita. Intanto abbracciamo di vero cuore te che
abbiamo voluto aiuto a noi vicinissimo e ci congratuliamo vivamente con te per
tutti gli anni spesi nel servizio di Gesù Cristo e della Chiesa.
Infine ti
impartiamo, come già innumerevoli volte nel passato, la nostra apostolica
benedizione a conferma di questi pensieri e come auspicio per il futuro di
elettissime grazie e consolazioni celesti.
Dal
Vaticano, 28 maggio 1988, decimo di Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
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