Con profonda soddisfazione ho appreso che l’appello da me rivolto, il 10 maggio
1980, a Ougadougou, a favore delle popolazioni del Sahel, duramente colpite
dalla desertificazione e dalla siccità, ha avuto un’ampia risonanza
internazionale. Numerosi fedeli, particolarmente nella Repubblica federale di
Germania, animati da sinceri sentimenti di universale solidarietà e da vero
spirito cristiano, hanno generosamente offerto il loro contributo per alleviare
le sofferenze dei loro fratelli africani.
Considerato poi che, nonostante le molteplici iniziative dei governi e della
comunità internazionale, la situazione perdura nella sua gravità, dopo aver
consultato i fratelli nell’episcopato della regione saheliana, è parso opportuno
dare una forma più organica, permanente ed efficace ai soccorsi della Chiesa
destinati al Sahel in uno spirito di carità, di autentica promozione umana e di
collaborazione con tutti gli organismi impegnati in programmi di assistenza.
A tale scopo, in virtù della mia suprema potestà apostolica nella Chiesa, e
della mia sovranità nello Stato della Città del Vaticano, visti i canoni 331,
114 § 1, 115 § 3, 116 § 1, del Codice di diritto canonico, l’art. 1 della Legge
fondamentale della Città del Vaticano del 7 giugno 1929, e l’art. 1 lettera a)
della Legge sulle fonti del diritto del 7 giugno 1929 II, erigo in persona
giuridica canonica pubblica e in persona giuridica civile la fondazione autonoma
“Fondation Jean-Paul II pour le Sahel”, con sede nel suddetto Stato della Città
del Vaticano.
La fondazione sarà retta dalle leggi canoniche e da quelle civili vigenti nella
Città del Vaticano, e dagli annessi statuti, che ora approvo.
Nell’erigere tale fondazione, desidero che essa sia segno e testimonianza di
un’opera di carità fatta nel nome di Cristo in quest’Anno Santo della
Redenzione.
Dato a Roma il 22 febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro Apostolo,
dell'anno 1984, sesto di Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
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