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ANNO SANTO DELLA REDENZIONE
LETTERA PONTIFICIA DI GIOVANNI PAOLO II
Cari fratelli nel ministero episcopale.
Il 25 marzo 1983 abbiamo iniziato il Giubileo straordinario della Redenzione. Vi
ringrazio ancora una volta per esservi uniti a me nell’inaugurare, in quello
stesso giorno, l’Anno della Redenzione nelle vostre diocesi. La solennità
dell’Annunciazione, che ricorda nel corso dell’anno liturgico l’inizio
dell’opera della Redenzione nella storia dell’umanità, è apparsa particolarmente
adatta per tale inaugurazione.
Questo inizio è collegato con l’Avvento; e tutto l’attuale Anno della Redenzione
ha in un certo senso il carattere di avvento, dato che si avvicina l’anno
duemila dalla nascita di Cristo. Viviamo questa attesa del compiersi del secondo
millennio dell’era cristiana, condividendo le esperienze difficili e dolorose
dei popoli, anzi dell’umanità intera nel mondo contemporaneo.
Da queste esperienze nasce un bisogno particolare, in un certo senso un
imperativo interiore, di richiamarci con rinnovata intensità di fede proprio
alla Redenzione di Cristo, alla sua inesauribile potenza salvifica. “È stato Dio
infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo . . . affidando a noi la parola
della riconciliazione” (2 Cor 5, 19). Il Sinodo dei Vescovi, svoltosi
nello scorso mese di ottobre, ha richiamato la nostra attenzione nella stessa
direzione.
Nel presente giorno, solennità dell’Immacolata Concezione, la Chiesa medita la
potenza salvifica della Redenzione di Cristo nel concepimento della donna,
destinata ad essere la madre del Redentore. V’è in questo un ulteriore stimolo
perché, nel contesto del Giubileo, dinanzi alle minacce per l’umanità
contemporanea che hanno le loro radici nel peccato, si faccia un più intenso
appello alla potenza della Redenzione. Se la via al superamento del peccato
passa attraverso la conversione, allora l’inizio di questa via come anche il
successivo suo percorso non possono essere che nella professione dell’infinita
potenza salvifica della Redenzione.
Cari fratelli miei!
Nel contesto dell’Anno Santo della Redenzione, desidero professare questa
potenza insieme con voi e con la Chiesa intera. Desidero professarla mediante
l’Immacolato Cuore della genitrice di Dio, che in misura particolarissima ha
sperimentato questa potenza salvifica. Le parole dell’Atto di consacrazione e di
affidamento, che allego, corrispondono, con piccoli cambiamenti, a quelle che
pronunciai a
Fatima il giorno 13 maggio 1982. Non posso sottrarmi alla
convinzione che il ripetere questo Atto nel corso dell’Anno Giubilare della
Redenzione corrisponda alle aspettative di molti cuori umani, desiderosi di
rinnovare alla Vergine Maria la testimonianza della loro devozione e di
confidarle le afflizioni per i molteplici mali del presente, i timori per le
minacce che incombono sull’avvenire, le preoccupazioni per la pace e la
giustizia nelle singole nazioni e nel mondo intero.
La data più conveniente per questa comune testimonianza sembra essere la
solennità dell’Annunciazione del Signore nel corso della Quaresima del 1984.
Sarò grato se in tale giorno (il 24 marzo, a cui è anticipata liturgicamente la
solennità mariana, oppure il
25 marzo, terza domenica di Quaresima), vorrete
rinnovare questo Atto insieme con me, scegliendo il modo che ognuno di voi
riterrà più adatto.
In caritate fraterna.
IOANNES PAULUS PP. II
Dal Vaticano, 8 dicembre 1983.
L’ATTO DI AFFIDAMENTO
1. “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa madre di Dio”!
Pronunciando le parole di questa antifonia, con la quale la Chiesa di Cristo
prega da secoli, ci troviamo oggi dinanzi a te, Madre, nell’Anno Giubilare della
nostra Redenzione.
Ci troviamo uniti con tutti i pastori della Chiesa, in un particolare vincolo,
costituendo un corpo e un collegio, così come per volontà di Cristo gli apostoli
costituivano un corpo e un collegio con Pietro.
Nel vincolo di tale unità, pronunziando le parole del presente Atto, in cui
desideriamo racchiudere, ancora una volta, le speranze e le angosce della Chiesa
per il mondo contemporaneo.
Quaranta anni fa, e poi ancora dieci anni dopo, il tuo servo, il papa Pio XII,
avendo davanti agli occhi le dolorose esperienze della famiglia, ha affidato
e consacrato al tuo Cuore Immacolato tutto il mondo e specialmente i popoli,
che per la loro situazione sono particolare oggetto del tuo amore e della tua
sollecitudine.
Questo mondo degli uomini e delle nazioni abbiamo davanti agli occhi
anche oggi: il mondo del secondo millennio che sta per terminare, il mondo
contemporaneo, il nostro mondo!
La Chiesa, memore delle parole del Signore: “Andate . . . e ammaestrate
tutte le nazioni . . . Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo” (Mt 28, 19-20), ha ravvivato, nel Concilio Vaticano II, la
coscienza della sua missione in questo mondo.
E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, tu che conosci tutte le loro
sofferenze e le loro speranze, tu che senti maternamente tutte le lotte tra il
bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo,
accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente
al tuo cuore: abbraccia, con amore di Madre e di Serva del
Signore, questo nostro mondo umano; che ti affidiamo e consacriamo, pieni di
inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.
In modo speciale ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni,
che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente
bisogno.
“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio”! Non
disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!
2. Ecco, trovandoci davanti a te, Madre di Cristo, dinanzi al tuo Cuore
Immacolato, desideriamo, insieme con tutta la Chiesa, unirci alla consacrazione
che, per amore nostro, il Figlio tuo ha fatto di se stesso al Padre: “Per loro -
egli ha detto - io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella
verità” (Gv 17, 19). Vogliamo unirci al nostro Redentore in questa
consacrazione per il mondo e per gli uomini, la quale, nel suo cuore divino, ha
la potenza di ottenere il perdono e di procurare la riparazione.
La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi e abbraccia
tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che lo spirito
delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dell’uomo e nella sua storia e
che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi.
Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno di consacrazione per l’umanità e
per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, in unione con Cristo stesso!
L’opera redentrice di Cristo, infatti, deve essere partecipata dal mondo per
mezzo della Chiesa.
Lo manifesta il presente Anno della Redenzione: il Giubileo straordinario di
tutta la Chiesa.
Sii benedetta, in questo Anno Santo, sopra ogni creatura tu, serva del Signore,
che nel modo più pieno obbedisti alla divina chiamata!
Sii salutata tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice
del tuo Figlio!
Madre della Chiesa! Illumina il popolo di Dio sulle vie della fede, della
speranza e della carità! Aiutaci a vivere nella verità della consacrazione di
Cristo per l’intera famiglia umana del mondo contemporaneo.
3. AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, Ti
affidiamo anche la stessa consacrazione del mondo, mettendola nel tuo cuore
materno.
Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così
facilmente si radica nei cuori degli uomini d’oggi e che nei suoi effetti
incommensurabili già grava sulla vita presente e sembra chiudere le vie verso il
futuro!
Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di
guerra, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!
Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!
Da ogni genere d’ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale,
liberaci!
Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!
Dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio, liberaci!
Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!
Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti
gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!
Aiutaci con la potenza dello Spirito Santo a vincere ogni peccato: il peccato
dell’uomo e il “peccato del mondo”, il peccato in ogni sua manifestazione.
Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza salvifica
della Redenzione: potenza dell’Amore misericordioso! Che esso arresti il
male! Trasformi le coscienze! Nel tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la
luce della sua Speranza!
IOANNES PAULUS PP. II
Solennità dell’Annunciazione 1984.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana
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