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LETTERA DI
GIOVANNI PAOLO II AL CARDINALE NARCISO JUBANY ARNAU PER IL XXV DI
EPISCOPATO
Al Venerabile Fratello Nostro NARCISO S. Em.za Rev.ma. Cardinale JUBANY
ARNAU,
Arcivescovo di Barcellona
Dalla lettera inviata a questa sede apostolica apprendiamo che
il giorno 22 di questo mese di gennaio verrà da te celebrato il 25° del tuo
episcopato; giorno che tu avevi veramente scelto di trascorrere per così dire
in ombra, ma che diversamente si è ritenuto tanto dai vescovi che con te
condividono le fatiche di reggere l’arcidiocesi, quanto dal clero e dal popolo
di Barcellona, al quale presiedi come padre benevolo e pastore sollecito. Ciò,
d’altra parte, ci è molto gradito, per il fatto che qualunque iniziativa sia
dedicata all’onore di nostri venerabili fratelli reputiamo rivolta anche all’onore
della Chiesa. Del resto, per tale occasione tanto aumenterà la mutua conoscenza
tra il pastore e il gregge, quanto si consoliderà pure l’amore vicendevole e
la familiarità.
Sorga, dunque, o venerabile fratello nostro, questo giorno
chiaro e ricolmo di ogni dono, di cui tu goda nel Signore: è, infatti, solenne,
santo e da onorare con venerazione il giorno dell’ordinazione episcopale. In
esso appunto, in virtù in certo qual modo del compimento del sacerdozio, ti
sono stati dati non solo il dono di essere annoverato tra i Successori degli
Apostoli, ma anche quei poteri che trascendono ogni facoltà umana. Non è,
dunque, singolare se venerandi padri della Chiesa celebrano con canto quasi
ininterrotto il sacerdozio e l’episcopato.
Anche tu, o venerabile fratello nostro, non hai nascosto
sottoterra i talenti ricevuti, ma sollecito li hai moltiplicati prima con la
virtù; in seguito con l’operosità; infatti, da sacerdote e da vescovo,
sempre ti sei distinto per la sincera pietà verso Dio e la sua santissima
Madre; hai brillato in prudenza, “che si rivela nel discernimento di beni e di
mali” (M. T. Cicerone, De finibus bonorum et malorum, V, 23, 67); con lo
studio intenso ti sei adoperato nel promuovere la gloria di Dio e nel ricercare
la salvezza degli uomini; per la carità verso tutti hai sempre primeggiato,
specialmente verso i sacerdoti, i poveri, i malati; inoltre hai insegnato ai
giovani nel seminario di Barcellona, certamente con la dottrina, di più con i
costumi; condividesti i lavori del Sacrosanto Concilio Vaticano II, e ciò
diligentemente e con grande frutto; poi, dopo lo stesso Concilio, con massima
forza hai cercato che venissero eseguite le sue decisioni. Hai diretto le
attività dei tuoi sacerdoti con amore, con costanza, godendo nelle circostanze
favorevoli della tua Chiesa, mantenendo fiducia nelle avverse, hai promosso la
loro formazione e dei laici, portando in cuore la speranza di un tempo migliore.
Senza dubbio tutte queste cose tornano a tua lode, o venerabile fratello nostro:
per esse e per tutte mentre ci congratuliamo, al tempo stesso rendiamo grazie
come per le più grandi.
Infine, ti raccomandiamo di stare bene; imploriamo perciò per
te ogni cosa felice, lieta e santa. La nostra benedizione apostolica giunga come
a te, ai tuoi vescovi ausiliari, al clero ed al popolo della tua nobilissima
Chiesa e l’impartiamo affettuosamente a tutti quanti ti amano.
Dal Vaticano, 6 gennaio 1981, terzo del nostro pontificato.
GIOVANNI PAOLO II
© Copyright 1981 - Libreria Editrice Vaticana
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