Al Nostro Venerabile Fratello Cardinale Franjo Šeper,
Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede.
Abbiamo appreso di recente che tra poco nella tua patria si
celebrerà una solennità particolare, per commemorare degnamente un evento
felicissimo e di grande importanza, che sappiamo quanto sia stato fecondo di
frutti già da allora per la popolazione croata. Proprio in questo anno cade il
1100° anniversario dello scambio di lettere, sicuramente accertato, tra il Papa
Giovanni VIII, nostro Predecessore, e Branimiro, insigne Principe dei Croati, al
tempo della deplorevole separazione tra la Chiesa Orientale e quella
Occidentale, dopo la quale i Croati, per un certo periodo, erano stati sotto la
tutela civile ed ecclesiastica di Bisanzio. Fu proprio il Principe Branimiro
che, come sostituto nel governo al posto di Sedeslavo, fece in modo che quella
popolazione mantenesse il nome cattolico, ed egli stesso inviò una serie di
lettere nell’878 a quel nostro Predecessore, per manifestargli e consolidare la
rinnovata fedeltà del popolo, rimanendo fedele a Roma con “animo integro”. Per
questo motivo il Sommo Pontefice, pieno di gioia, dopo aver impartito la
Benedizione Apostolica nella Solennità dell’Ascensione del Signore, in risposta
al Principe gli inviò due lettere il 7 giugno per rallegrarsi che il suo popolo
si fosse di nuovo ricongiunto con la Chiesa di Occidente.
Un così significativo evento, riassunto brevemente in queste
righe, offre una insigne testimonianza sia della retta fede cristiana, in forza
della quale da allora quei fedeli per tutti questi secoli venerarono l’Unica
Chiesa di Cristo, sia del devoto affetto ed ossequio, con cui non smisero di
seguire il Successore del beato Pietro. Ora dopo aver fatto queste riflessioni
assai utili non solo per corroborare la religiosità di questo sacro gregge, ma
anche per dare le giuste direttive in questi tempi per la sua vita cristiana,
siamo persuasi che questi fedeli Croati, che ricordiamo a Roma nella Basilica di
San Pietro poco tempo fa come pii pellegrini in preghiera con noi e lietissimi
di ricevere la nostra Benedizione Apostolica, trarranno grande profitto anche da
questa felicissima celebrazione di un fatto della loro storia passata.
Perciò ci è particolarmente gradito ascoltare le preghiere
unanimi dei Venerabili Vescovi della Croazia, rivolte poco fa a noi, perché alla
celebrazione, con la quale si concluderanno i festeggiamenti nell’antica città
di Nona dell’arcidiocesi di Iadria il 2 di settembre, sia presente il sacro
Presule che rappresenta la nostra persona. Noi dunque, assai desiderosi che
questo giorno di festa sia sottolineato con maggiore solennità, nominiamo e
costituiamo te, Venerabile Nostro Fratello, nostro Inviato Straordinario, e ti
affidiamo l’incarico di presiedere nel nome nostro a quei sacri riti.
Ci sta inoltre a cuore di chiedere a quei diletti figli e figlie
di ringraziare molto fervidamente Dio per la religione cattolica loro donata da
chi li ha preceduti e di servirla ad esempio dei loro predecessori “in ferma
speranza e in sincera carità”.
Esortiamo tutti a rimanere sempre fedeli a questa Sede
apostolica, a non stancarsi di difendere la verità e la santità del nome
cristiano e a perseverare lieti nelle buone opere fino alla fine nell’obbedienza
ai loro sacri Padri.
Desiderando infine che i riti sacri concludendosi felicemente
portino rigogliosi frutti spirituali, impartiamo nel Signore la Benedizione
Apostolica, come auspicio e pegno dei doni celesti, a te, Venerabile Nostro
Fratello, agli Arcivescovi, ai Vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi, ai fedeli,
ai pellegrini Croati delle altre popolazioni della Jugoslavia, che si riuniranno
in questa città di Nona per tale occasione.
IOANNES PAULUS PP. II
© Copyright 1979 - Libreria Editrice Vaticana