1. "Voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove
sono io, perché contemplino la mia gloria" (Gv 17, 24).
Con queste parole
Gesù, nell'imminenza della sua dipartita, affida al Padre gli Apostoli. Egli sta
per andarsene, mentre essi resteranno per proseguire la sua missione salvifica,
annunciando il Vangelo, custodendo il deposito della fede e guidando il popolo
della Nuova Alleanza. Lo faranno dapprima personalmente e poi mediante l'opera
dei successori, ai quali trasmetteranno il loro compito.
Anche a questi futuri ministri della salvezza si estende il
pensiero di Gesù nell'ora suprema della sua vita: l'ora della sua Pasqua di
morte e risurrezione. "Voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove
sono io . . .". L'intima comunione di amore che unisce Cristo agli Apostoli ed alla
schiera di coloro che ne raccoglieranno il mandato troverà il suo pieno
compimento quando anch'essi saranno insieme con Lui accolti presso il Padre, per
contemplarne la gloria, quella gloria che gli appartiene da "prima della
creazione del mondo" (cfr Ibid.).
2. Nel clima tipico del mese di novembre segnato dal ricordo dei
fedeli defunti, siamo oggi raccolti attorno all'Altare per fare memoria dei
Cardinali, Arcivescovi e Vescovi ritornati alla casa del Padre durante
quest'ultimo anno. Mentre offriamo in loro suffragio il Sacrificio eucaristico,
chiediamo al Signore di concedere loro il premio celeste promesso ai servi buoni
e fedeli.
In questa celebrazione vogliamo ricordare in modo particolare i
compianti e venerati Fratelli Cardinali Joseph Louis Bernardin, Jean Jérôme
Hamer, Narciso Jubany Arnau, Juan Landázuri Ricketts, Mikel Koliqi, Ugo Poletti,
Bernard Yago, entrati nella casa del Padre nel corso degli ultimi dodici mesi.
Estendiamo il nostro affettuoso ricordo agli Arcivescovi ed ai
Vescovi che, in questo stesso periodo, hanno lasciato questo mondo. Si sono
addormentati nel Signore affidandosi al suo amore misericordioso, nella speranza
ben fondata di poter partecipare all'eterno banchetto del cielo (cfr Is
25, 6).
3. Quando erano quaggiù, questi nostri Fratelli hanno proclamato
e testimoniato la fede nella risurrezione con la parola e con la vita. Quante
volte hanno avuto modo di ripetere le parole di san Paolo, poc'anzi proclamate:
"Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1 Cor
15, 20)! Chiamati ad essere nella Chiesa dispensatori della vita divina, ora
riposano nell'attesa della risurrezione finale, quando la morte sarà sconfitta
per sempre (cfr Is 25, 8; 1Cor 15, 26) e Dio sarà tutto in tutti
(cfr 1 Cor 15, 28).
Li ricordiamo con affetto e riconoscenza per il generoso
servizio pastorale, reso a volte anche a costo di gravi disagi e sofferenze:
dalle loro fatiche apostoliche ha tratto giovamento l'intera Comunità cristiana.
Allo stesso tempo, innalziamo la nostra fervida preghiera affinché il Signore li
accolga accanto a sé nella gloria (cfr Gv 17, 24). Per loro ed insieme
con loro manifestiamo il desiderio del definitivo incontro con Dio: "Come la
cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio" (Sal
41, 2).
4. Alla Vergine Addolorata, che nella tradizionale immagine
della Pietà contempliamo nell'atto di stringere fra le braccia il divin Figlio
morto e deposto dalla croce, affidiamo ora le anime di questi nostri Fratelli
nella fede e nel sacerdozio. Essi, che durante la vita terrena hanno amato e
venerato Maria con amore di figli, siano da Lei introdotti nel Regno eterno del
Padre.
Col suo sguardo premuroso vegli Maria su di loro, che ora
dormono il sonno della pace in attesa della beata risurrezione! Noi eleviamo a
Dio per loro la nostra preghiera, sorretti dalla speranza di ritrovarci tutti un
giorno, uniti per sempre in Paradiso.
L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce
perpetua. Riposino in pace. Amen!