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BEATIFICAZIONE DI TRE SACERDOTI E
DUE SUORE
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Domenica, 18 aprile 1993
1. “Celebrate il Signore, perché č buono, perché eterna č la sua
misericordia” (Sal 118, 1). Il Salmo di ringraziamento attraversa come
un fascio di luce tutta l’ottava di Pasqua. Č il “grazie” corale della Chiesa,
che adora Dio per il dono della Risurrezione di Cristo: per il dono della Vita
nuova ed eterna, rivelata nel Risorto. La Chiesa, unanime, adora e ringrazia
per l’infinito amore che, in Lui, si č comunicato ad ogni uomo e all’universo
intero. “Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesł Cristo... egli ci
ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesł Cristo dai morti, per una
speranza viva”(1 Pt 1, 3). Ci ha rigenerati “nella sua grande
misericordia” (1 Pt 1, 3), Lui, Iddio e Padre di Cristo crocifisso e
risorto: “dives in misericordia”. La Chiesa vive con questa intima
consapevolezza fin dai suoi albori. In spirito di ringraziamento pasquale si
radunavano i primi discepoli e fedeli, spezzando il pane nelle case (cf. At
2, 46), celebrando cioč l’Eucaristia. In questo medesimo spirito la Comunitą
apostolica accoglieva ed accompagnava i catecumeni, mentre cresceva il numero
di quelli che benedicevano Dio, di quanti lo professavano “ricco di
misericordia” (Ef 2, 4), ringraziandolo per l’amore rivelato in Cristo.
2. Oggi la stessa Chiesa, rigenerata “per una speranza viva”, rende grazie
per “una ereditą che non si corrompe... che č conservata nei cieli” per noi (1
Pt 1, 3-4). Il Popolo cristiano – nell’imminenza dell’anno 2000 – esprime
la propria gioia pasquale a motivo di alcuni suoi figli e figlie che, in modo
particolare, confermano questa ereditą di Dio conservata nei cieli per noi.
Ecco i loro nomi: Ludovico da Casoria Paula Montal Fornés de San José Calasanz
Stanislaw Kazimierczyk Angela Truszkowska Faustyna Kowalska.
3. Ti saluto, Beato Ludovico da Casoria, singolare figura di Frate Minore e
ardente testimone della caritą di Cristo. Ci commuovono le parole del tuo
Testamento: “Il Signore mi chiamņ a sé con un amore dolcissimo, e con una
caritą infinita mi guidņ e mi diresse nel cammino della mia vita”. La forza di
questo amore spinse te, valido studioso e insegnante, a dedicarti ai pił
poveri: ai sacerdoti ammalati, agli immigrati africani, ai muti, ai ciechi, ai
vecchi, agli orfanelli. Beato Ludovico, grande figlio della Chiesa di Napoli,
hai fatto tuo il carisma di Francesco d’Assisi e l’hai vissuto nella societą
del tuo tempo, nel Meridione d’Italia del secolo scorso, assumendo attiva
responsabilitą nei confronti delle pił gravi forme di povertą, calandoti con
cristiana compassione nella concretezza della storia della tua gente e dei
suoi drammi quotidiani. L’ampiezza del raggio d’azione del tuo apostolato ci
lascia quasi increduli, e ci viene spontaneo domandarti: Come hai potuto farti
prossimo a tante miserie, con tanta “fantasia” nella promozione umana? E
ancora ci rispondono le tue parole: “L’amore di Cristo aveva ferito il mio
cuore” (Testamento). Ti chiediamo di insegnare anche a noi a vivere per
gli altri e ad essere costruttori di autentiche comunitą ecclesiali, nelle
quali la caritą fiorisca in letizia ed in speranza operosa. “I poveri li avete
sempre con voi” (Mt 26, 11), ci ha detto Gesł. Aiutaci, Beato Ludovico,
a scoprirli, ad amarli, a servirli con quell’ardore che in te ha compiuto
meraviglie.
4. La nueva beata, Paula Montal de San José de Calasanz, fue durante toda su
vida un abnegado apóstol de la promoción cultural, humana y cristiana de la
mujer. En total entrega a la voluntad de Dios y contando sólo “ con cuarenta
reales en el bolsillo ” – como dice la historia – abrió la primera escuela de
nińas para enseńarles, sobre todo, el amor de Dios y la dignidad de la mujer,
como futura madre de familia. “ Quiero salvar las familias ”, repetķa
insistentemente. Con este objetivo fundó la congregación de Hijas de Marķa,
Religiosas de las Escuelas Pķas, viviendo de lleno la espiritualidad calasancia
y haciendo un cuarto voto de dedicarse exclusivamente a la enseńanza. El carisma
de la beata Paula Montal vive en vosotras, amadas Religiosas Escolapias, y su
exaltación hoy al honor de los altares representa una apremiante invitación que
el Seńor os dirige para que renovéis, como almas consagradas, vuestro fecundo
servicio eclesial en fidelidad a su carisma, en favor de la dignidad de la mujer
y de la familia. Quiera Dios que por su intercesión y ejemplo la acción
educativa de la Iglesia con la nińez y la juventud reciba un decidido impulso,
que dé nueva vitalidad a las raķces cristianas de la noble Nación espańola,
representada aquķ por un nutrido grupo de Obispos, Autoridades, sacerdotes,
religiosos – particularmente Escolapios – religiosas y numerosos fieles, a
quienes saludo con particular afecto.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in italiano.
4. La nuova Beata, Paula Montal de San José de Calasanz, č stata per tutta
la sua vita un generoso apostolo della promozione culturale, umana e cristiana
della donna. In un dono totale alla volontą di Dio e con solo “quaranta reali
nelle tasche” – come dice la storia – aprģ la prima scuola per bambine per
insegnar loro, soprattutto, l’amore di Dio e la dignitą della donna, come
futura madre di famiglia. “Voglio salvare le famiglie”, ripeteva
insistentemente. Con questo obiettivo fondņ la congregazione delle Figlie di
Maria, Religiose delle Scuole Pie, vivendo pienamente la spiritualitą di
Calasanz e facendo un quarto voto di dedicarsi esclusivamente
all’insegnamento. Il carisma della Beata Paula Montal vive in voi, amate
Religiose Scolopie, e la sua elevazione oggi all’onore degli altari
rappresenta una pressante esortazione che il Signore vi rivolge affinché
rinnoviate, come anime consacrate, il vostro fecondo servizio ecclesiale in
fedeltą al suo carisma, a favore della dignitą della donna e della famiglia.
Voglia Dio che attraverso la sua intercessione e il suo esempio l’azione
educativa della Chiesa per l’infanzia e la gioventł riceva un deciso impulso,
che dia nuovo vigore alle radici cristiane della nobile Nazione spagnola,
rappresentata qui da un folto gruppo di Vescovi, Autoritą, sacerdoti,
religiosi – in particolare Scolopi – religiose e numerosi fedeli, che saluto
con particolare affetto.
5. Pozdrawiam Cię, Matko Mario Angelo Truszkowska, Matko wielkiej rodziny
felicjańskiej. Byłaś świadkiem trudnych dziejów naszego narodu i Kościoła,
który w tym narodzie sprawował swe posłannictwo. Imię Twoje i powołanie
związane jest z postacią Bł. Honorata Koźminskiego, wielkiego apostoła
ukrytych zgromadzeń, które odradzały życie udręczonego społeczeństwa i
przywracały nadzieję zmartwychwstania.
W dniu dzisiejszym pielgrzymuję do Twych relikwii w moim umiłowanym Krakowie,
gdzie rozwinęła się rodzina felicjańska, i skąd poszła za Ocean, by służyć nowym
pokoleniom emigrantów i Amerykanów.
Christ led Mother Angela by a truly exceptional path, causing her to share
intimately in the mystery of his Cross. He formed her spirit by means of
numerous sufferings, which she accepted with faith and a truly heroic submission
to his will: in seclusion and in solitude, in a long and trying illness and in
the dark night of the soul.
Her greatest desire was to become a "victim of love". And she always understood
love as a free gift of herself. "Loving means giving. Giving everything that
love asks for. Giving immediately, without regrets, with joy, and wanting even
more to be asked of us". These are her own words in which she summed up the
whole program of her life.
She was able to kindle the same love in the hearts of the Sisters of her
Congregation. This love constitutes the ever living leaven of the works by which
the communities of Felicians serve the Church in Poland and beyond its borders.
“Dziękujcie Panu, bo jest dobry...”.
Kościół raduje się dzisiaj i dziękuje Bogu za dar wyniesienia na ołtarze Sługi
Bożej Matki Mari Angeli i za całe Zgromadzenie Sióstr Felicjanek, które z jej
charyzmatu wzięło początek.
Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in italiano.
5. Ti saluto, Madre Maria Angela Truszkowska, Madre della grande famiglia
feliciana. Sei stata testimone dei difficili avvenimenti storici della nostra
Nazione e della Chiesa, la quale quivi compiva la sua missione. Il Tuo nome e
la Tua vocazione sono legati alla figura del beato Honorat Kozminski, grande
apostolo delle comunitą segrete, le quali rigeneravano la vita della societą
travagliata, e restituivano la speranza della risurrezione. Al giorno d’oggi
compio un pellegrinaggio verso le Tue reliquie nella mia amata Cracovia, dove
si č sviluppata la famiglia feliciana, e da dove č partita oltre Oceano per
servire le nuove generazioni di emigranti ed americani.
Cristo ha condotto Madre Angela attraverso un sentiero veramente
eccezionale, cosicché essa ha potuto condividere intimamente il mistero della
sua croce. Egli ha formato il suo spirito per mezzo di numerose sofferenze,
che essa ha accettato con fede e con sottomissione davvero eroica alla Sua
volontą: nella reclusione e nella solitudine, in una malattia lunga e dolorosa
e nella notte buia dell’anima. Il suo pił grande desiderio č stato di divenire
“vittima d’amore”. Essa ha sempre interpretato l’amore come dono gratuito di
sé. “Amare significa dare. Dare tutto ciņ che l’amore richiede. Dare
immediatamente, senza rimpianti, con gioia e desiderando che ci venga chiesto
ancora di pił”. Queste sono parole sue con le quali ha riassunto l’intero
programma della sua vita. Essa č stata in grado di accendere lo stesso amore
nei cuori delle Sorelle della sua Congregazione. Questo amore costituisce il
fogliame sempre verde delle opere con le quali le comunitą delle Feliciane
servono la Chiesa in Polonia e altrove.
“Ringraziate il Signore, perché č buono...”. La Chiesa si rallegra oggi e
ringrazia Dio per il dono dell’elevazione agli altari della Serva di Dio Madre
Maria Angela e per tutta la Congregazione delle Suore Feliciane, che dal suo
carisma ha preso origine.
6. Pozdrawiam Cię, Siostro Faustyno. Od dzisiaj Kościół zwie Ciebie
błogosławioną, zwłaszcza Kościół na ziemi polskiej i litewskiej. O, Faustyno,
jakże przedziwna była Twoja droga! Czyż można nie pomyśleć, że to Ciebie
właśnie, ubogą i prostą córkę mazowieckiego polskiego ludu wybrał Chrystus,
aby przypomnieć ludziom wielką Bożą tajemnicę Miłosierdzia. Tę tajemnicę
zabrałaś ze sobą, odchodząc z tego świata po krótkim i pełnym cierpień życiu.
Równocześnie tajemnica ta stała się proroczym zaiste wołaniem do świata, do
Europy. Przecież Twoje orędzie Bożego miłosierdzia zrodziło się jakby w
przeddzień straszliwego kataklizmu drugiej wojny światowej. Zapewne byś się
zdziwiła, gdybyś mogła na ziemi doświadczyć, czym stało się to orędzie dla
udręczonych ludzi tego czasu pogardy, jak szeroko ono poszło w świat. Dzisiaj
– tak głęboko wierzymy – ogladasz w Bogu owoce Twojego posłannictwa na ziemi.
Dziś doświadczasz u samego Źródła, kim jest Twój Chrystus: “Dives in
Misericordia”.
“Sento chiaramente che la mia missione non finisce con la morte, ma
inizia... ”, ha scritto Suor Faustyna nel suo Diario. E cosģ č veramente
avvenuto! La sua missione continua e sta portando frutti sorprendenti. Č
veramente meraviglioso il modo in cui la sua devozione a Gesł Misericordioso
si fa strada nel mondo contemporaneo e conquista tanti cuori umani! Questo č
senza dubbio un segno dei tempi, un segno del nostro XX secolo. Il
bilancio di questo secolo che tramonta presenta, oltre alle conquiste, che
spesso hanno superato quelle delle epoche precedenti, anche una profonda
inquietudine e paura circa l’avvenire. Dove, quindi, se non nella divina
Misericordia, il Mondo puņ trovare lo scampo e la luce della speranza? I
credenti lo intuiscono perfettamente!
“Dziękujcie Panu, bo jest dobry...
Dziękujcie Panu, bo jest miłosierny...”.
Dzisiaj, w dniu beatyfikacji Siostry Faustyny, wielbimy Boga za wielkie
dzieła, jakich dokonał w Jej duszy. Wysławiamy Go i dziękujemy Mu za wielkie
dzieła, jakich dokonał i ciągle dokonuje w duszach ludzkich, które dzięki jej
świadectwu i orędziu odkrywają nieskończone głębie Bożego Miłosierdzia.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione italiana.
6. Ti saluto, Suor Faustyna. Da oggi la Chiesa ti nomina Beata, soprattutto
la Chiesa della terra polacca e lituana. O Faustyna, come meraviglioso č stato
il Tuo cammino! Come si puņ non pensare, che proprio Te, una povera e semplice
figlia del popolo polacco di Mazowsze, Cristo ha scelto per ricordare alla
gente il grande mistero della divina Misericordia. Questo mistero hai portato
con Te, lasciando questo mondo dopo una vita breve e piena di sofferenza. Allo
stesso tempo questo mistero č divenuto veramente un grido profetico rivolto
verso il mondo e verso l’Europa. Il Tuo messaggio della divina Misericordia č
nato praticamente quasi alla vigilia del pauroso cataclisma della seconda
guerra mondiale. Probabilmente non Ti sorprenderesti, se avessi potuto
sperimentare sulla terra ciņ che questo messaggio č diventato per la
tormentata gente di quel tempo del disprezzo, come si č esteso nel mondo. Oggi
– crediamo cosģ profondamente – guardi in Dio il frutto della Tua missione
sulla terra. Oggi sperimenti presso la stessa Fonte, chi č il Tuo Cristo:
“dives in misericordia”.
“Sento chiaramente che la mia missione non finisce con la morte, ma
inizia...”, ha scritto Suor Faustyna nel suo Diario. E cosģ č veramente
avvenuto! La sua missione continua e sta portando frutti sorprendenti. Č
veramente meraviglioso il modo in cui la sua devozione a Gesł Misericordioso
si fa strada nel mondo contemporaneo e conquista tanti cuori umani! Questo č
senza dubbio un segno dei tempi – un segno del nostro XX secolo. Il bilancio
di questo secolo che tramonta presenta, oltre alle conquiste, che spesso hanno
superato quelle delle epoche precedenti, anche una profonda inquietudine e
paura circa l’avvenire. Dove, quindi, se non nella divina Misericordia, il
Mondo puņ trovare lo scampo e la luce della speranza? I credenti lo intuiscono
perfettamente!
“Ringraziate il Signore, perché č buono... Ringraziate il Signore, perché č
misericordioso...”. Oggi, nel giorno della beatificazione di Suor Faustyna,
adoriamo Dio per le grandi opere che ha compiuto nella sua anima. Lo
glorifichiamo e Gli rendiamo grazie per le grandi opere, che ha compiuto e
continua a compiere nelle anime umane, le quali – grazie alla sua
testimonianza e messaggio – riscoprono le infinite profonditą della divina
Misericordia.
7. Pozdrawiam Cię wreszcie Stanisławie Kazimierczyku, kapłanie Kanoników
Regularnych Lateraneńskich. Twe życie zwiazane było nierozerwalnie z Krakowem,
z jego sławną Akademią oraz z klasztorem przy kościele Bożego Ciała na
Kazimierzu, gdzie dojrzewało i rozwijało się Twoje powołanie.
Sługa Boży Stanisław żył w XV wieku, a więc w czasach bardzo odległych. W
dziejach Krakowa był to wiek wyjatkowy – wiek świętych, epoka szczególnego
rozkwitu życia duchowego i religijnego. W tym właśnie wieku Kraków wydał
postacie tego formatu co Święty Jan Kanty, oraz błogosławieni: Szymon z
Lipnicy, Michał Giedroyć, Izajasz Boner i Świętosław ze Sławkowa.
Błogosławiony wiek! Jego duchowe oblicze tworzyli święci i błogosławieni, a
wśród nich Stanisław z Kazimierza: żarliwy czciciel Eucharystii, nauczyciel i
obrońca prawdy ewangelicznej, wychowawca, przewodnik na drogach życia
duchowego, opiekun ubogich.
Pamięć o świętości Sługi Bożego żyje i owocuje do dzisiaj. Tej pamięci lud
Krakowa, a zwłaszcza lud Kazimierza, dawał wyraz przez modlitwę u jego
relikwii nieprzerwanie aż do naszych czasów. Jako Arcybiskup Krakowski nieraz
tym modlitwom przewodniczyłem. Dzisiaj Kościół Święty uroczyście potwierdza
jego kult, wynosząc go do chwały ołtarzy.
“Dziękujcie Panu... Dziękujcie Panu, bo jest dobry...”.
Matka Maria Angela Truszkowska, Siostra Faustyna Kowalska, Stanisław
Kazimierczyk, kapłan–zakonnik: trzej nowi polscy błogosławieni, nasi nowi
orędownicy. W dzisiejszych czasach tego orędownictwa świętych i
błogosławionych tak bardzo nam potrzeba! Oto szczególny dar Bożej Opatrzności
dla Kościoła w Polsce – dar dla naszej Ojczyzny.
Raduj się więc Kościele Polski!
“Gaude Mater Polonia”!
Ecco le parole del Papa in uno nostra traduzione italiana.
7. Infine Ti saluto, Stanislaw Kazimierczyk, sacerdote dei Canonici
Regolari Lateranensi. La Tua vita č stata strettamente legata a Cracovia, con
la sua famosa Accademia e con il convento presso la chiesa del Corpus Domini a
Kazimierz, dove maturava e si sviluppava la Tua vocazione. Il Servo di Dio
Stanislaw visse nel XV secolo, cioč in tempi remoti. Nella storia di Cracovia
quello era il secolo singolare – il secolo dei santi – un’epoca di particolare
fioritura della vita spirituale e religiosa. Proprio in quel secolo Cracovia
ha dato figure di stampo come San Giovanni di Kety e i Beati: Simone di
Lipnica, Michele Giedroyc, Isaia Bonner e Swietoslaw da Slawków. Secolo
benedetto! Santi e Beati formavano la sua immagine spirituale, e tra loro
Stanislaw di Kazimierz: fervente adoratore dell’Eucaristia, insegnante e
difensore della veritą evangelica, educatore, guida sulle vie della vita
spirituale, protettore dei poveri. La memoria sulla santitą del Servo di Dio
vive e fruttifica tuttora. Il popolo di Cracovia e soprattutto il popolo di
Kazimierz, hanno espresso continuamente, fino ai nostri tempi, questa memoria
attraverso le preghiere dinanzi alle sue reliquie. Come Arcivescovo di
Cracovia ho presieduto queste preghiere pił di una volta. Oggi la Santa Chiesa
solennemente conferma il suo culto, elevandolo alla gloria degli altari.
“Ringraziate il Signore... Ringraziate il Signore, perché č buono...”. Madre
Maria Angela Truszkowska, Suor Faustyna Kowalska, Stanislaw Kazimierczyk
sacerdote-monaco: tre nuovi Beati polacchi, nostri nuovi intercessori. Ci
serve cosģ tanto ai nostri giorni questa intercessione dei Santi e dei Beati!
Ecco un dono particolare della divina Provvidenza per la Chiesa in Polonia –
il dono per la nostra Patria. Rallegrati, quindi, Chiesa Polacca! “Gaude Mater
Polonia!”.
8. Celebriamo il Signore, perché č buono. Celebriamolo, perché č
misericordioso. Ecco gli Apostoli, riuniti nel Cenacolo: i primi che hanno
innalzato questo ringraziamento pasquale. Per primi essi hanno ricevuto lo
Spirito Santo per la remissione dei peccati, il medesimo Spirito nel quale
sono stati mandati: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv
20, 21). Questa missione perdura attraverso i secoli, di generazione in
generazione. E perdura ugualmente la grazia, capace di “fare nuove tutte le
cose” (cf. Ap 21, 5).
Ecco Tommaso, singolare rappresentante di coloro che dicono: “Se non
vedo... non crederņ” (Gv 20, 25). Egli č diventato, otto giorni dopo,
portavoce di quanti confessano: “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20, 28).
Possa la veritą su Cristo crocifisso e risorto trovare accesso presso le
sempre nuove generazioni di coloro che “pur non avendo visto crederanno” (Gv
20, 29).
“Dives in misericordia”. Quanto č necessario, all’uomo di tutti i tempi,
l’incontro con Te, o Cristo! L’incontro mediante la fede, la quale si prova
nel fuoco delle privazioni e fruttifica nella gioia.
Nella gioia pasquale. La fede fruttifica in gioia “indicibile e gloriosa” (1
Pt 1, 8).
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana
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