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VEGLIA PASQUALE NELLA BASILICA
VATICANA
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Sabato Santo, 18 aprile 1992
1. “Dio . . . aveva già parlato . . . molte volte e in diversi modi”
(Eb 1, 1).
In questa notte della Veglia Pasquale la Chiesa sta in ascolto della Parola
di Dio: è in ascolto della grande profezia della creazione, del sacrificio di
Abramo, della liberazione d’Israele dalla schiavitù egiziana è in ascolto
delle parole dei Profeti. “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte
volte . . . per mezzo dei Profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato .
. . per mezzo del Figlio” (Eb 1, 1-2). La parola del Figlio è il
Vangelo. L’ultima parola del Vangelo - della buona Novella - è la parola della
Pasqua: questa Notte. E dopo la notte il mattino, quando le donne troveranno
il sepolcro vuoto e udranno: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non
è qui, è risuscitato” (Lc 24, 5-6). Dopo le donne, arriverà di corsa
Pietro e vedrà la stessa cosa.
2. “Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre
se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,
27). Il sepolcro vuoto, ai piedi del Calvario, è l’ultima parola di ciò che il
Padre rivela mediante il Figlio prima della sua risurrezione. “Cristo
risuscitato dai morti non muore più, la morte non ha più potere su di lui . .
. egli morì al peccato una volta per tutte, ora, invece, per il fatto che egli
vive, vive per Dio”. Così l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (Rm
6, 9-10).
3. Le donne di Gerusalemme andarono di buon mattino al sepolcro “portando
con sé gli aromi che avevano preparato” (Lc 24, 1), per ungere il corpo
senza vita del Crocifisso. Entriamo in questa notte di veglia, avendo acceso
col fuoco benedetto la luce del cero pasquale, che simboleggia la luce di
Cristo (“Lumen Christi”). Sì: ha gettato la luce sulla nostra vita umana con
la parola del Vangelo; questo stesso Cristo, che nella notte di Pasqua getta
la luce della Vita sulla nostra morte umana. Siamo in cammino verso quella
Vita. Camminiamo, attraverso le tenebre dell’odierna notte pasquale, cantando:
“L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente” (Sal 42, 3).
4. E in questo modo ci avviciniamo alle fonti dell’acqua, alle sorgenti che
fanno rinascere. Bisogna, infatti, che “rinasciamo” (cf. Gv 3, 3).
Nascere dalla morte di Cristo, in virtù dello Spirito che dà vita. “Quanti
siamo stati battezzati” (Rm 6, 3), accogliamo con gioia coloro che
devono sperimentare, in questa notte, la rinascita dall’acqua e dallo Spirito
Santo. Saremo uniti dallo stesso Sacramento, che ci seppellisce insieme a
Cristo “nella (sua) morte” (cf. Rm 6, 4). Immersi nell’acqua del santo
Battesimo partecipiamo alla morte redentrice di Cristo. Veniamo “con lui . . .
sepolti insieme” (cf. Col 2, 12), per poter “camminare in una vita
nuova”, come Cristo è risorto dai morti “per mezzo della gloria del Padre” (cf.
Rm 6, 4). Ecco il grande mistero della fede! Se, mediante il Battesimo,
“siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui” (Rm 6, 8).
Questa fede anima tutta la Chiesa. Anima noi, qui riuniti nella Basilica di
San Pietro, insieme a voi, che in questa notte di Pasqua partecipate allo
stesso grande mistero della risurrezione mediante il Battesimo. Nella luce di
questa fede vi rivolgo il mio cordiale saluto. In voi intendo raggiungere con
un deferente pensiero anche i vostri rispettivi Paesi: il Giappone, la Corea,
la Cina, l’Italia, il Vietnam, la Francia, l’Albania, la Croazia, gli Stati
Uniti d’America, il Marocco, la Russia, il Perù, l’Inghilterra. Nella vostra
provenienza da varie parti del mondo ben si rispecchia l’universalità della
redenzione operata da Cristo. Il messaggio che egli ha portato sulla terra non
conosce confini.
5. “Celebrate il Signore, perché è buono” (Sal 118, 1). Rendiamo
grazie per questa pienezza della parola con la quale Dio ci ha parlato prima
per mezzo dei Profeti, e, infine, per mezzo del Figlio. Egli solo è la “pietra
angolare” (cf. Ef 2, 20) del tempio di Dio con l’umanità. “In lui è la
vita, e la vita è la luce degli uomini” (cf. Gv 1, 4). È la nostra
luce!
© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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