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VISITA ALLA PARROCCHIA DEI SANTI
VITALE E COMPAGNI MARTIRI
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Domenica, 8 marzo 1992
Carissimi fratelli e sorelle della Parrocchia dei Santi Vitale e
Compagni Martiri!
1. Questa visita pastorale alla vostra Comunità parrocchiale coincide con
la prima domenica di Quaresima. Tutti sappiamo l’importanza del periodo
quaresimale per una profonda revisione della vita spirituale. È un tempo
“favorevole” dell’anno liturgico, che dal mercoledì delle ceneri, quasi
maestoso portale che si apre sulla Quaresima, fino al Sabato Santo, che si
affaccia sull’esaltante mistero della risurrezione, stimola lo spirito alla
penitenza, all’espiazione e alla conversione del cuore. È un tempo di verifica
della nostra fedeltà nel corrispondere al progetto di Dio su di noi, e di
rettifica se lo avessimo dimenticato, mutilato o distorto a causa delle
tentazioni che ci si fossero presentate.
2. Con l’austero e insieme suggestivo rito dell’imposizione delle ceneri,
lo scorso mercoledì, la Chiesa ha voluto ricordarci che abbiamo un’anima
immortale, la quale sopravvivrà al di là della caducità della carne. La
presente vita ha un valore immenso, perché è in grado di accogliere e
comprendere l’amore di Dio che si è manifestato in Gesù Cristo, Salvatore e
Redentore di ogni uomo e di tutto l’uomo. La liturgia quaresimale ha a Roma
uno speciale rilievo, in forza delle Stazioni che si celebrano nelle sue
antiche chiese, le quali, anche per questo, sono celebri in tutto il mondo. In
questi primi giorni di Quaresima, la liturgia della parola non cessa di
esortarci ad approfondire il senso della preghiera, del digiuno e
dell’elemosina. La preghiera è la strada maestra che conduce all’unione con
Dio; essa, specialmente nella sua forma comunitaria, alimenta la carità
fraterna e ci spinge a riconoscerci, rispettarci e amarci come Cristo ci ha
amati. Anche la penitenza assume per il cristiano, nell’odierna società
consumistica ed edonistica, il senso di un’accurata osservanza della legge di
Dio, anzitutto nel generoso adempimento dei doveri della propria vocazione e
professione. Infine l’elemosina, la quale, aggiornate le sempre valide forme
tradizionali, si manifesterà nella scelta preferenziale degli ultimi e nello
sforzo per una equa distribuzione dei beni, che sono destinati a tutti.
3. In questo contesto spirituale, si inseriscono gli insegnamenti della
liturgia di questa domenica. Il Vangelo di Luca ci ha presentato l’episodio
delle tentazioni di Gesù nel deserto. Il Signore “fu condotto dallo Spirito
nel deserto, dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò
nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo
gli disse . . .” (Lc 4, 1-3). Satana intuisce che Gesù è il Messia, il
Santo di Dio. Crede di poter fare come fece con Adamo: tentarlo e abbatterlo.
Ed ecco le tre tentazioni: la concupiscenza della carne, la concupiscenza
degli occhi e la superbia di vita. Sarà l’apostolo Giovanni, nella sua prima
Lettera, a classificare con queste tre categorie le radici di ogni deviazione
morale. Infatti Satana prima chiede a Gesù di trasformare le pietre in pane,
poi gli propone la ricchezza e il potere, infine lo sollecita alla superbia,
invitandolo a compiere un gesto spettacolare.
4. Gesù respinge queste tentazioni con la forza che viene dalla Parola di
Dio: “Sta scritto . . .”! Con questa arma il Signore combatte la sua
vittoriosa battaglia nel deserto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni
parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4, 4). Sia anche per noi la
Parola di Dio la spada del buon combattimento spirituale contro le suggestioni
del maligno, che non cessa di insidiarci, inducendoci al peccato. Sia essa
l’anima della nostra ascesi cristiana, la “spada affilata a doppio taglio”,
secondo l’espressione dell’Apocalisse (Ap 1, 16), che fa cadere le cose
inutili, recide le radici dell’uomo vecchio e purifica il cuore. Occorre che
in questo tempo di Quaresima abbiamo a sentire la fame e la sete della Parola
divina, che sappiamo scoprirla e accoglierla e meditarla, perché davvero sia,
come dice San Paolo nell’odierna lettura, “accanto a te, sulla tua bocca e nel
tuo cuore” (Rm 10, 8). Ascoltiamo pure, a questo proposito,
l’autorevole voce del Vescovo Ambrogio: “La parola di Dio è la sostanza vitale
della nostra anima; essa la alimenta, la pasce e la governa e non c’è altra
cosa, all’infuori della Parola di Dio, che possa far vivere l’anima dell’uomo”
(Exp. Ps., 118, 11, 29). Questa pressante esortazione fa certamente eco
a quella ancor più stimolante di Paolo: “Poiché se confesserai con la tua
bocca che Gesù è il signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha
risuscitato dai morti, sarai salvo . . . Dice infatti la Scrittura: Chiunque
crede in lui non sarà deluso” (Rm 8, 12). È attraverso l’adesione
incondizionata a questa Parola della Scrittura che passa la via del
rinnovamento quaresimale e della perfezione cristiana. Superando ogni
tentazione di Satana con la forza del suo attaccamento alla Parola di Dio,
Cristo ci mostra che la liberazione è anzitutto interiore e che dobbiamo
superare l’egoismo, la ricerca ansiosa dei beni materiali, la sete di potere,
l’illusione del successo immediato, se vogliamo veramente possedere noi stessi
e raggiungere la piena libertà dello spirito.
5. Cari fratelli e sorelle! Sono venuto ad annunciarvi questa Parola di Dio
e a rafforzarvi nella fede. La vostra Comunità parrocchiale si raduna in una
Chiesa tra le più antiche di Roma. Voi rappresentate la continuità di una
tradizione che affonda le sue radici nella testimonianza degli apostoli Pietro
e Paolo e degli altri martiri di questa Chiesa paleocristiana. Il vento del
secolarismo e la pressione del consumismo stanno distogliendo molti dalla vera
fede e dalla pratica cristiana. Il tenue filo di una tradizione che ancora li
lega a Gesù Cristo e alla Comunità dei credenti potrebbe essere spezzato, se
non ci sarà una nuova presa di coscienza del valore della vita umana e dei
suoi destini eterni; se non ci sarà una nuova evangelizzazione, che attualizzi
la fede in Gesù Cristo, con quel senso di novità, di freschezza e di potenza
che si realizzò al tempo degli Apostoli. A questa nuova evangelizzazione la
Chiesa romana intende dare un forte stimolo, in modo tutto speciale mediante
il Sinodo diocesano, a cui anche voi siete chiamati a portare un contributo di
idee e di proposte.
6. Nel consapevole cammino di questo comune impegno, saluto, insieme al
Cardinale Vicario, Camillo Ruini, e al Vescovo Ausiliare, Monsignor Filippo Giannini, tutti voi, cari fedeli di questa Parrocchia di San Vitale, e vi
ringrazio per la vostra partecipazione a questa liturgia eucaristica. Saluto,
in particolare, il Parroco, Monsignor Roberto Amendolàgine, e tutti i
Sacerdoti che prestano qui la loro collaborazione. Mi è gradito rivolgere il
pensiero alle Religiose e ai Religiosi, che risiedono nell’ambito della
circoscrizione parrocchiale: le Suore Figlie dell’Oratorio di Lodi, che
dirigono la Casa di Accoglienza della Giovane; i Padri Gesuiti di Sant’Andrea
al Quirinale; i Padri Trinitari del San Carlino alle Quattro Fontane; i Frati
Francescani Minori di San Lorenzo in Panisperna. Giunga ad essi l’espressione
della mia gratitudine per la testimonianza di fede che danno con l’esempio
della loro vita consacrata al Signore e con il fervore della predicazione
delle verità eterne. Incoraggio e apprezzo la benemerita attività che
l’Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane (ACISJF)
svolge presso la Casa di Santa Pudenziana, in Via Urbana, a favore di tante
ragazze bisognose di assistenza spirituale e materiale. Desidero salutare pure
tutti i laici che partecipano in modo responsabile alle iniziative
parrocchiali, soprattutto coloro che si dedicano a varie forme di volontariato
tra i malati, i disabili, gli anziani e i poveri, oppure prestano la loro
opera nella catechesi e nell’animazione liturgica. Cercate di affrontare con
spirito di grande collaborazione i vari problemi che toccano la vostra
Comunità. Vi auguro di camminare in questo spirito per poter celebrare a
Pasqua, completamente trasformati, il gioioso evento del Cristo risorto.
Voglio confessarvi che mi trovo in questa chiesa con grande emozione perché
durante i miei studi a Roma, negli anni ‘40, subito dopo la guerra, avevo il
privilegio di abitare nel Collegio Belga, vicino a Sant’Andrea al Quirinale e
a questa chiesa parrocchiale. Questa chiesa esprime il soffio dello Spirito
che attraversa le anime e i secoli, e ci porta una eco lontana, ma sempre
attuale, dei primi secoli della Chiesa degli Apostoli, dei tanti martiri, che
hanno costruito le fondamenta della Chiesa romana e della Chiesa universale.
Amen!
© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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