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VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Sabato Santo, 6 aprile 1985
1. “O vere beata nox!”. O notte veramente beata!
Così canta la Chiesa durante la vigilia pasquale, vegliando presso la tomba di
Cristo. In questa tomba è deposto il suo corpo, martoriato, calato dalla croce
in fretta a “motivo della festa di Pasqua”. Era ancora la Pasqua dell’antica
alleanza.
2. “O vere beata nox!”. O notte veramente beata!
Così canta la Chiesa durante questa vigilia, che precede la Pasqua della nuova
alleanza. Per tutta la superficie della terra la Chiesa è riunita in veglia per
adorare la potenza dell’Altissimo: “La destra del Signore si è alzata, /
la destra del Signore ha fatto meraviglie” (Sal 118, 16).
È la stessa potenza che si è rivelata all’inizio nella creazione
del mondo. Dio disse: “Sia!”; e così egli “creò il cielo e la terra” (Gen
1, 1).
È la stessa potenza che si è manifestata nella liberazione di Israele
dall’Egitto, la potenza che ha condotto il popolo eletto attraverso il Mar
Rosso, salvandolo dalle mani del faraone.
La Chiesa, riunita nella veglia presso la tomba di Cristo, medita gli
avvenimenti nei quali si è manifestata la potenza di Dio:
- la potenza creativa,
- la potenza salvifica.
3. “O vere beata nox!”.
È veramente beata questa notte in cui risplende di nuovo la luce di Cristo. In
cui la vita vincerà la morte.
Ecco, dalla profondità dello stesso salmo parla a noi colui che “era morto”:
“Non morirò, resterò in vita / e annunzierò le opere del Signore . . .
La destra del Signore si è alzata”.
4. Siamo qui riuniti, nella veglia, per sperimentare questa potenza divina
mediante la fede, e l’amore.
Siamo qui per accogliere la sua rivelazione, così come l’hanno accolta quelle
tre donne che di buon mattino, quando era ancora buio, sono andate per prime
alla tomba, e l’hanno trovata vuota.
Così come gli apostoli, che sono poi corsi al sepolcro.
A proposito delle donne il Vangelo dice che erano “incerte”, “impaurite” (cf.
Lc 24, 3-4), che “ebbero paura” (Mc 16, 5).
Esse si sono incontrate con un mistero che supera l’uomo e lo spaventa:
“mysterium tremendum”.
5. Dalla paura si passa allo stupore (“mysterium fascinosum”),
all’ammirazione adorante. E la Chiesa riunita presso il sepolcro di Cristo, nel
cuore di quella notte beata, vede persino il peccato in una nuova luce, perché
osa cantare: “O felix culpa, quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem”
“O felice colpa, che hai ottenuto di avere un così grande Redentore!”.
Veramente quello che è successo in quella notte è “opera del Signore: una
meraviglia ai nostri occhi” (Sal 118, 23).
6. Invitiamo in modo speciale ad accogliere questa rivelazione della potenza
divina - della potenza creativa e salvifica - voi, cari fratelli e
sorelle, che durante questa liturgia della veglia pasquale riceverete il
Battesimo.
La Chiesa vi accoglie con grande gioia, voi che desiderate in modo sacramentale
immergervi con Cristo nella sua morte per risorgere pure insieme con
lui alla nuova vita.
Il Vescovo di Roma vi saluta cordialmente, invitandovi alle fonti della
salvezza.
Siete un gruppo di ventiquattro persone, tutti giovani, provenienti da una
decina di nazioni e vari continenti. Voi siete segno di come Cristo chiama i
suoi discepoli da tutti i popoli e nazioni della terra. Voi mostrate
l’universalità del messaggio evangelico.
Per tramite vostro, la nostra veglia pasquale diventa segno particolarmente
eloquente.
Il mistero pasquale del nostro signore Gesù Cristo è sempre presente nel
sacramento della Chiesa.
La potenza della morte e della risurrezione non cessa di agire nelle anime degli
uomini.
7. Così dunque per opera della stessa potenza divina:
- potenza creativa,
- potenza salvifica
la Chiesa nasce alla vita nella risurrezione del Signore crocifisso: “La
pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo” (Sal
118, 22).
Noi tutti nasciamo da essa: come pietre vive, penetrate dal soffio vivificante
di questa notte pasquale; dal soffio della risurrezione di Cristo.
“Siamo morti al peccato, / ma viventi per Dio in Cristo Gesù” (cf. Rm 6,
11; Col 2, 13).
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