|
PRIMA STAZIONE QUARESIMALE
NELLA BASILICA DI SANTA SABINA ALL’AVENTINO
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO
II
Mercoledì delle Ceneri, 16 febbraio
1983
1. Oggi la Chiesa proclama la Quaresima, il grande tempo di penitenza di
quaranta giorni. Nella Liturgia ascoltiamo le parole del profeta Gioele:
“proclamate un digiuno” (Gl 2, 15). La Chiesa si riferisce a queste
parole e si comporta secondo il loro tenore. Proclama il sacro digiuno che
durante quaranta giorni deve prepararci alla Pasqua.
Desideriamo in questo modo imitare il modello dello stesso Cristo Signore,
che all’inizio della sua missione messianica in Israele digiunò per quaranta
giorni. Desideriamo anche far riferimento al cammino del popolo di Dio nel
Vecchio Testamento, cammino che durante quaranta anni condusse questo popolo
sotto il comando di Mosè dalla schiavitù d’Egitto alla Terra Promessa.
La Chiesa inizia quindi la Quaresima dell’Anno del Signore 1983 e la proclama
oggi mediante il rito liturgico a cui partecipiamo. Le nostre teste vengono
cosparse di cenere e il celebrante, facendo ciò, pronuncia le parole del libro
della Genesi: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (cf. Gen
3, 19), oppure le parole del Vangelo: “Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc
1, 15).
2. Siamo chiamati a fare “opere di pietà”, particolarmente l’elemosina, la
preghiera e il digiuno. Queste opere testimoniano sempre, nelle diverse epoche e
anche nelle diverse religioni, di una sottomissione di ciò che c’è nell’uomo
carnale ed esteriore a ciò che è spirituale ed interiore.
Il Signore Gesù nell’odierno Vangelo ci chiama anche a tali opere. E la
Chiesa legge questo Vangelo all’inizio della Quaresima. L’abbiamo ascoltato poco
fa.
È significativo che Cristo non tanto chiama all’elemosina, alla preghiera e
al digiuno, quanto indica come bisogna compiere queste opere di pietà:
“Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere
da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è
nei cieli” (Mt 6, 1).
Quindi - sì - vi è in queste parole un incoraggiamento all’elemosina, alla
preghiera e al digiuno. Ma prima di tutto vi è un appello a compiere tali opere
“nel segreto“: dinanzi al Padre. “E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà” (Mt 6, 4).
3. La Quaresima è dunque il tempo di entrare in se stessi. È il periodo di
una particolare intimità con Dio nel segreto del proprio cuore e della propria
coscienza. In una tale intimità interiore con Dio si attua l’essenziale opera
della Quaresima: opera della conversione.
In un tale segreto interiore e nell’intimità con Dio stesso in tutta la
verità del proprio cuore e della propria coscienza, risuonano parole come quelle
del Salmo dell’odierna Liturgia: una tra le confessioni più profonde che l’uomo
mai abbia fatto davanti al suo Dio: “Pietà di me, o Dio, secondo la tua
misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio peccato. / Lavami da
tutte le mie colpe, / mondami dal mio peccato. / Riconosco la mia colpa, / il
mio peccato mi sta sempre dinanzi. / Contro di te, contro te solo ho peccato, /
quello che è male al tuoi occhi, io l’ho fatto” (Sal 51, 1-6).
4. Sono parole purificanti. Parole trasformanti. Esse trasformano l’uomo
interiormente, e sono una testimonianza della trasformazione. Recitiamole spesso
durante la Quaresima. E soprattutto cerchiamo di rinnovare questo spirito che le
vivifica; quel soffio interiore che proprio a queste parole ha legato la forza
di conversione.
La Quaresima infatti è essenzialmente invito alla conversione. Le “opere di
pietà” di cui parla il Vangelo aprono a ciò la strada. Compiamole per quanto è
possibile. Ma, prima di tutto, adoperiamoci per un incontro interiore con Dio in
tutta la nostra vita, in tutto ciò di cui essa è composta - e in vista di questa
profondità di conversione a lui, che irradia dal Salmo penitenziale dell’odierna
Liturgia.
5. “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. Così
scrive l’Apostolo al Corinzi (2 Cor 5, 20). E così parla la Chiesa,
nostra madre, a tutti i suoi figli. Sia così oggi, primo giorno della Quaresima,
come anche nel corso di tutto questo periodo.
“Lasciatevi riconciliare con Dio”, perché egli ha fatto tanto per questa
riconciliazione da parte nostra. Egli trattò come se fosse il peccato in persona
in nostro favore Colui che non aveva conosciuto peccato, perché noi potessimo
diventare per mezzo di lui giustizia di Dio (cf. 2 Cor 5, 21). Quindi,
“riconciliatevi”, vuol dire: entrate in questa giustizia di Dio che ci viene
offerta in Cristo!
La Quaresima è proprio il tempo in cui dobbiamo rendere particolarmente
presente questa giustizia di Dio in Gesù Cristo. Tutta la Chiesa deve renderla
presente a se stessa. E ogni cristiano deve farlo nella comunità della Chiesa.
Renderla presente. Collaborare con questa giustizia di Dio in Gesù Cristo.
“E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non rendere vana la grazia
di Dio” (2 Cor 6, 1).
6. Oggi, mercoledì delle Ceneri, all’inizio della Quaresima 1983, durante la
quale si aprirà la porta del Giubileo della Redenzione, dopo aver cosparso le
teste con la cenere, preghiamo con umiltà, affinché la Grazia di questo Tempo
Sacro, non sia in noi vana. Possiamo noi non accoglierla invano.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
|