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SANTA MESSA PER I PARTECIPANTI ALLA VII
«TENDOPOLI MARIANA»
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Castel Gandolfo, 8 agosto 1982
Carissimi giovani!
1. La vostra VII “Tendopoli Mariana” questa mattina si è spostata qui, a
Castel Gandolfo, per celebrare con il Papa l’Eucaristia! Se voi avete molto
desiderato questo incontro, anch’io sono molto lieto di accogliervi e di
vedervi uniti con me attorno all’altare. Vi saluto tutti con profondo affetto,
particolarmente gli organizzatori e i responsabili; e vi esprimo il mio
compiacimento sia per l’iniziativa della “Tendopoli”, che ormai da vari
anni si realizza, ed alla quale partecipate così numerosi e volentieri, sia per
il tema di studio che avete svolto: “La spiritualità di Maria santissima
nella vita dei giovani”, ricco di interesse e stimolante a concrete direttive
e a efficaci propositi.
Saluto poi anche cordialmente gli animatori del Campo Scuola Vocazionale,
organizzato a Nemi dall’Ordine dei Mercedari, che si sono qui uniti con voi
giovani della “Tendopoli”.
2. Vorrei ora inserirmi nell’ambito del tema da voi studiato, per darvi
qualche indicazione programmatica per la vostra vita, alla luce delle letture
della Liturgia di questa Domenica.
La prima riflessione nasce quasi spontanea dall’episodio del profeta Elia, il
quale, oppresso da una grande stanchezza morale per gli ostacoli, i pericoli e
le difficoltà della sua missione, fugge nel deserto, si siede sotto un ginepro
e chiede di morire: “Ora basta, o Signore - dice con angoscia -. Prendi la
mia vita!”. Ma ecco, giunge un angelo, sveglia il profeta, gli indica il pane
e l’acqua miracolosi e lo incita a nutrirsi: “Alzati e mangia! Perché è
troppo lungo per te il cammino!” (cf. 1 Re 19, 4-8). Carissimi giovani! Anche
per voi possono giungere i momenti di stanchezza, di delusione, di amarezza per
le difficoltà della vita, per le sconfitte subìte, per la mancanza di aiuti e
di modelli, per la solitudine che porta alla sfiducia ed alla depressione, per l’incertezza
del futuro! Qualora vi trovaste in tali situazioni, ricordate che il Signore,
nel piano provvidenziale della creazione e della Redenzione, ha voluto porre
vicino a noi Maria santissima, che, come l’angelo per il profeta, ci sta
accanto, ci aiuta, ci esorta, ci indica con la sua spiritualità, dove stanno la
luce e la forza per proseguire il cammino della vita. Giovane ancora, Padre
Massimiliano Kolbe così già scriveva da Roma alla mamma: “Quante volte nella
vita, ma particolarmente nei momenti più importanti, ho sperimentato la
speciale protezione dell’Immacolata . . .! Depongo in lei tutta la mia fiducia
per il futuro” (Gli scritti di Massimiliano Kolbe, Ed. Città di Vita,
vol. I, p. 31).
3. Una seconda riflessione sgorga dalle caratteristiche della “spiritualità”
di Maria, quali possono essere ricavate dalle letture liturgiche:
- è una spiritualità di adesione assoluta e totale alla “Parola di Dio”.
Maria, davanti all’Angelo Gabriele, che le annunziava la chiamata di Dio, e la
sua specifica e straordinaria vocazione a diventare la Madre del Messia, del
Salvatore Gesù, accettò decisamente: “Ecco, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38)! Così decisa e radicale deve
essere anche la vostra fede cristiana in Dio che tutto opera in noi! Colpiscono
le parole che abbiamo udito nel Vangelo: “Nessuno può venire a me, / se non
lo attira il Padre che mi ha mandato / . . . Chiunque ha udito il Padre / e ha
imparato da lui, / viene a me” (Gv 6, 44-45).
Ecco: il poter conoscere, seguire, amare Gesù Cristo, è una speciale “chiamata”
del Padre: la più triste avventura è rifiutarla; la posizione più logica ed
esaltante è accogliere la chiamata con gioia e riconoscenza, e viverla con
piena e totale adesione, come fece Maria santissima. Cercate di essere sempre
cristiani convinti e illuminati, superando le difficoltà che rendono meritoria
la fede; fate sempre credibile la vostra testimonianza!
- Quella di Maria poi è una spiritualità di totale intimità con Gesù:
intimità organica, come solo la Madre può avere, Colei che gli aveva dato la
vita fisica, in modo mirabile e soprannaturale; intimità affettiva, perché
Gesù fu il suo supremo ed assoluto amore, dall’annunciazione al Calvario,
dalla Risurrezione alla sua assunzione al cielo; intimità apostolica, perché
si unì strettamente all’opera redentrice di Cristo e tuttora intercede per l’umanità
intera. Tale intimità con Gesù sia anche la caratteristica fondamentale della
vostra vita, che si realizza in modo eminente ed unico nell’Eucaristia. “Io
sono il pane della vita / . . . Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”! Gesù
stesso ha voluto questa misteriosa e sublime intimità con lui, mediante l’Eucaristia.
E questa intimità eucaristica è il mezzo principale per poter conseguire la
vita eterna, che ci è promessa da Cristo: “Se uno mangia di questo pane
vivrà in eterno / e il pane che io darò / è la mia carne per la vita del
mondo” (Gv 6, 51). “Questo è il pane che discende dal cielo, / perché chi
ne mangia non muoia” (Gv 6, 50-51)!.
Questa intimità con Cristo io vi auguro di vivere sempre, sull’esempio di
Maria! L’ideale della vostra giornata o della vostra settimana sia la santa
Comunione!
- Infine, una terza caratteristica della spiritualità di Maria santissima è
la dedizione: essa come si è donata completamente a Dio e a Gesù, così si è
data agli apostoli e ai discepoli, alle persone bisognose, alla Chiesa che stava
nascendo, per la quale offrì e offre continuamente il suo nascosto e potente
servizio. Sia così anche di voi: consacratevi alla carità! Dove purtroppo c’è
l’odio, voi portate l’amore! Dove c’è la guerra, voi portate la pace!
Come dice san Paolo nella lettera agli Efesini: “Siate benevoli gli uni verso
gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda . . . Camminate nella carità,
nel modo che anche Cristo vi ha amati . . .” (Ef 4, 32; 5, 2).
4. Carissimi, vi auguro di gran cuore che la spiritualità di Maria santissima
vi accompagni e vi ispiri per tutta la vita! E lo faccio con le parole di Paolo
VI, di cui commemoriamo il quarto anno della dipartita, ripetendo per voi le
parole di una sua preghiera: “A Te, Maria, sorgente della vita, consegniamo le
attese dei giovani, inquieti nella ricerca di un mondo più giusto e più umano,
e fiduciosi chiediamo: orienta i loro passi verso il Cristo, primogenito dell’umanità
rinnovata, perché nella sua luce si compongano i loro sforzi e si compiano le
loro speranze” (8 dicembre 1975).
La mia benedizione sia pegno costante di questi voti!
© Copyright 1982 - Libreria
Editrice Vaticana
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