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UDIENZA GENERALE DEL SANTO PADRE GIOVANNI
PAOLO II
Mercoledì, 17 novembre 1982
1. Desidero ringraziare ancora una volta il Re di Spagna e le Autorità di quel
Paese, come anche la Conferenza Episcopale Spagnola, per l’invito alla chiusura
del “400° anniversario della morte di santa Teresa di Gesù”. Non mi è stato dato
di partecipare all’inaugurazione di questo giubileo un anno fa, ma ho potuto
recarmi in Spagna per la sua solenne conclusione.
La solennità della conclusione
dell’Anno Teresiano ha avuto luogo il giorno di Tutti i Santi, prima ad Avila,
dove è nata la grande santa riformatrice del Carmelo e dottore della Chiesa, e
poi ad Alba de Tormes, dove ella ha terminato la sua vita terrena nell’anno
1582. In questo modo si è compiuta la conclusione dell’Anno Teresiano in Spagna
alla presenza e con la partecipazione del Papa.
2. Il Giubileo Teresiano ha una
specifica eloquenza non soltanto in considerazione della figura della Santa, ma
anche, indirettamente, in considerazione del periodo in cui essa è vissuta e che
è molto importante per la storia della Chiesa. Insieme alla grande opera di
Teresa di Gesù appare nell’orizzonte del Carmelo rinnovato “san Giovanni della
Croce”. E pertanto nel quadro dello stesso pellegrinaggio, mi è stato dato di
visitare, il 4 novembre, anche la sua tomba a Segovia. La missione di ambedue i
santi dottori della Chiesa cade nel periodo immediatamente posteriore alla
Riforma, e al tempo stesso si colloca dopo il Concilio Tridentino, che inizia un
rinnovamento della Chiesa significativo per quei tempi.
In questo processo la
Spagna ha avuto una sua parte rilevante. Il rinnovamento iniziatosi nella
penisola iberica ha abbracciato, mediante i santi carmelitani, la sfera della
vita spirituale, il campo dell’ascesi e della mistica, e al tempo stesso si è
esteso al campo dell’apostolato e delle missioni nel senso moderno della parola.
Nel corso del mio pellegrinaggio in Spagna mi è stato dato di visitare anche i
due luoghi che si collegano con questo raggio di rinnovamento: Loyola e Javier.
Il primo, nella zona Basca, è il luogo di nascita di sant’Ignazio, Fondatore
della Compagnia di Gesù; il secondo è il luogo di nascita di san Francesco
Saverio, grande pioniere e patrono delle missioni. Le vie missionarie del Santo,
uno tra i primi compagni di Ignazio di Loyola, lo hanno condotto prima di tutto
verso l’Estremo Oriente. Al tempo stesso non bisogna dimenticare che allora, già
da quasi un secolo dopo la scoperta dell’America, i missionari si dirigevano
verso Occidente ad annunciare il Vangelo.
3. Così, dunque, al centro della
visita del Papa si sono trovati i grandi santi, che ha generato la terra
spagnola. I santi sono pure il più pieno coronamento della storia della Chiesa
nella penisola iberica, storia che risale ai tempi apostolici. A questa penisola
si è avviato san Paolo nei suoi viaggi missionari. Tuttavia, si è fissato
soprattutto il ricordo e la tradizione di san Giacomo Maggiore a Compostela,
alla estremità nord-ovest della Spagna, dove giungevano, nel corso di tanti
secoli, i pellegrini dai diversi paesi d’Europa.
Unendosi alla loro lunga fila,
il Papa ha voluto far riferimento alle tradizioni apostoliche della Chiesa e
della Nazione nella penisola iberica. Queste tradizioni sono continuate anche
nel corso dei secoli, quando la gran parte della penisola si è trovata sotto la
dominazione dei Musulmani, e si sono nuovamente sviluppate quando i Re cattolici
Isabella e Ferdinando riunirono sotto il loro potere tutta la Spagna.
Il
pellegrinaggio in quel Paese mi ha condotto ai centri più antichi della fede e
della Chiesa nello spazio di quasi 2.000 anni. Questa fede e la Chiesa hanno
fruttificato in particolare misura con i Santi e i Beati di tutte le epoche. La
beatificazione dell’umile serva dei poveri, la beata Angela della Croce a Sevilla, è stata un ultimo suggello di questo processo storico.
4. E,
contemporaneamente, questo pellegrinaggio papale nella Spagna è entrato nel
contesto di tutta la realtà contemporanea della Chiesa, del Popolo di Dio nella
penisola iberica. Nella cornice della tradizione secolare sono apparsi i
problemi e i temi che compongono la vita della Chiesa e della società oggi, e
che sono stati affidati al Signore fin dal primo giorno con la partecipazione
all’atto eucaristico dell’Adorazione notturna.
Particolarmente eloquente, da
questo punto di vista, è stata la visita a Toledo, sede primaziale della Spagna,
luogo di importanti Concili nei secoli passati della Chiesa. Al tempo stesso, la
celebrazione eucaristica a Toledo ha riunito i rappresentanti dell’apostolato
dei laici di tutto il Paese, e ad essi si è riferita l’omelia della santa Messa.
La problematica della vita dei laici ha trovato anche la sua espressione durante
la santa Messa per le famiglie a Madrid. Durante il viaggio, questa fu
l’assemblea più numerosa di tutte e in essa sono stati messi in rilievo i
problemi sulla responsabilità del matrimonio cattolico e della famiglia.
Immediatamente accanto ad essa si può mettere l’incontro con la gioventù allo
stadio Santiago Bernabéu a Madrid, che ha riunito centinaia di migliaia di
giovani partecipanti (ben oltre il mezzo milione), la maggior parte rimasti
fuori dello stadio.
5. Il cammino della visita in Spagna conduceva non soltanto
sulle orme di grandi santi, ma anche ai grandi centri che raccolgono la parte
più cospicua della popolazione, come Madrid, Barcellona, Sevilla, Valencia,
Zaragoza. Nei pressi di Valencia ho visitato anche i terreni colpiti
recentemente dall’alluvione. A Barcellona l’incontro principale, oltre alla
Celebrazione Eucaristica centrale, fu dedicato al mondo del lavoro, agli operai
e industriali. Agli agricoltori sono state rivolte le parole dell’omelia a Sevilla. Gli
uomini del mare hanno avuto uno speciale incontro a Santiago di Compostela. All’emigrazione e agli
emigranti fu dedicato l’incontro a Guadalupe.
Non poco spazio nel programma della visita hanno occupato, poi, i centri della
scienza e della cultura: l’incontro con i rappresentanti delle Reali Accademie,
della ricerca scientifica e della Università a Madrid, completato dall’incontro
con la gioventù universitaria. A Salamanca ci fu il discorso ai cultori delle
scienze ecclesiastiche, principalmente ai teologi.
6. La Chiesa in Spagna compie
la sua missione introducendo nella vita la dottrina del Concilio Vaticano II.
Tutti gli incontri sopraindicati danno prova di quanto la Chiesa cerchi di
essere presente nel mondo contemporaneo. Converrebbe qui aggiungere ancora
l’incontro con il mondo dei mezzi per le comunicazioni sociali, principalmente
con i giornalisti, e la visita all’organizzazione mondiale del turismo.
Tuttavia, conviene dedicare una particolare attenzione a coloro che in modo
speciale servono, con la propria vocazione ed attività, la missione della
Chiesa. In primo luogo bisogna menzionare qui la Conferenza dell’Episcopato, con
la quale mi sono incontrato, nella sua nuova sede, subito dopo l’arrivo in
Spagna, la prima sera.
La giornata sacerdotale fu tenuta l’8 novembre a
Valencia, dove mi è stato dato di conferire l’ordinazione sacerdotale a 141
Diaconi, e parlare ai sacerdoti rappresentanti di tutte le diocesi. Ai
Seminaristi è stato indirizzato un particolare messaggio scritto. Fu pure
eloquente la visita ad una nuova Chiesa, la parrocchia di san Bartolomeo, in un
quartiere periferico della crescente città di Madrid.
Separatamente ebbero luogo
gli incontri con i rappresentanti degli Ordini e delle Congregazioni religiose
maschili e degli Ordini e delle Congregazioni religiose femminili, tutti e due a
Madrid. Le Congregazioni religiose claustrali hanno mandato i loro
rappresentanti ad Avila.
I grandi meriti missionari della Chiesa in Spagna sono
stati ricordati durante l’incontro a Javier, dove 50 nuovi missionari hanno
ricevuto il crocifisso.
La missione della Chiesa si compie attraverso la
continua educazione nella fede. A questo importante problema fu dedicato un
incontro a Granada.
7. Il Concilio Vaticano II ha ricordato la verità della
particolare presenza della Genitrice di Dio, Maria, nella missione di Cristo e
della Chiesa. Questa verità è anche particolarmente viva in tutta la tradizione
della Chiesa in terra spagnola. Ne rendono testimonianza immagini sacre e
sculture in diverse Cattedrali e Chiese di quella terra. Ne rendono
testimonianza le diverse invocazioni, mediante le quali i Confessori di Cristo
si rivolgono alla sua Madre. Ne rendono testimonianza infine i diversi Santuari,
dei quali menziono almeno quello già ricordato di Guadalupe (in un certo senso
prototipo di quello americano in Messico) e quello di Montserrat vicino a
Barcellona. Come luogo dell’Atto Mariano Nazionale fu scelto il Santuario della
Madre di Dio “del Pilar” a Zaragoza.
8. Ricordando almeno brevemente tutti
questi incontri, compresi quelli con la comunità ecumenica, con gli Ebrei e con
i miei connazionali, incontri con i vivi ed anche con i morti - poiché infatti
mi è stato dato di trascorrere proprio in Spagna il giorno della Commemorazione
di tutti i Defunti - desidero esprimere un fervido “ringraziamento” al Signore
per la ricchezza di sane energie e di propositi generosi che ho trovato in
quella Terra dalle tradizioni così antiche ed illustri. Ringrazio in particolare
per la vitalità di quel popolo e per i suoi sentimenti profondamente religiosi.
Così pure sono grato al Signore per l’impegno di vita cristiana, manifestato da
quella Chiesa, alla quale auguro di cuore, con l’aiuto di Dio, risultati sempre
più efficaci e luminosi.
E in pari tempo prego che questa visita serva alla
grande causa della missione della Chiesa nella società della Spagna
contemporanea ed anche dell’Europa contemporanea: oggi e domani. A questo
problema importante fu dedicato l’ultimo atto nella cattedrale a Santiago di Compostela
in presenza dei Reali e dei rappresentanti di diversi Paesi ed Episcopati
europei.
Che sugli splendidi fondamenti di 2000 anni si costruiscano le nuove
generazioni del Popolo di Dio nella penisola iberica e nel continente
europeo.
Ai fedeli di espressione francese
Chers Frères et Sœurs,
Aujourd'hui, il était normal que je consacre mon allocution du mercredi à mon récent voyage
pastoral en Espagne. J’en ai rappelé les multiples étapes, les temps forts, les
sanctuaires visités, ceux de la Vierge Marie et des grands saints, les
rassemblements dans les cités les plus importantes, les diverses communautés
rencontrées. Ce fut un panorama très vaste et très varié. Ainsi nous avons
célébré notamment les maîtres de la vie spirituelle, sainte Thérèse de Jésus -
en l’honneur du quatrième centenaire de sa mort - et saint Jean de la Croix; les
héros de l’apostolat et des missions, saint Ignace de Loyola et saint François
Xavier, et la nouvelle bienheureuse, Angèle de la Croix. Ce pèlerinage a permis
aussi de regarder la réalité contemporaine de l’Eglise en Espagne, pour
encourager la mission de celle-ci dans la ligne du Concile Vatican II; j’ai
rencontré tour à tour les évêques, les prêtres, les religieuses cloîtrées et de
vie active, les missionnaires, les éducateurs, et beaucoup de laïcs, en
particulier les familles, les jeunes, le monde du travail - ouvriers,
agriculteurs, pêcheurs, migrants - les hommes de la culture et de la science. Je
voulais aujourd’hui évoquer toutes ces grâces pour remercier le Seigneur et
aussi tous ceux qui ont permis le déroulement du voyage. Je souhaite que, sur
ces splendides fondations de deux mille ans d’histoire chrétienne, s’édifient
les nouvelles générations du peuple de Dieu, pour le bien de l’Espagne et de l’Europe.
* * *
Je suis heureux d’accueillir les pèlerins d’un autre continent. Chers amis
du diocèse de Bouaké, en Côte d’Ivoire, je vous félicite d’être venus, vous
aussi, en pèlerins, en Terre Sainte et à Rome, pour que votre foi, déjà
profonde, prenne appui sur le Roc de l’Eglise et y puise une nouvelle vigueur,
permettant à vos communautés catholiques de s’affermir, de témoigner plus
largement encore de la sainteté et de l’amour de Dieu, au sein de votre pays
dont je me souviens avec joie. A vous tous, à tous les pèlerins de langue
française, je donne ma Bénédiction Apostolique.
Ai fedeli di lingua inglese
Dear
brothers and sisters,
I am very pleased to have gone to Spain at the end of the
Teresian Year. This jubilee speaks eloquently of Saint Teresa on the four
hundredth anniversary of her death. It also speaks of the period in which she
lived, which was that of Saint John of the Cross, whose tomb I was able to visit.
These saints lived at a time of renewal for the Church and for the missions. At
the centre of the papal visit were other great saints too, like Saint Ignatius,
Saint Francis Xavier and Blessed Angela of the Cross, whom I beatified in
Seville.
During the pilgrimage I was able to speak about the apostolic
traditions in the Iberian Peninsula. At the same time the visit took place
within the context of contemporary reality. Particularly impressive was the
visit to Toledo, where I met the representatives of the laity. In Madrid there
was the Mass for the family, as well as the meeting with the young people. In
other places I met the workers, the farmers, the seamen and the immigrants.
There were contacts with the representatives of culture and science and theology.
All the categories of God’s people were met: the bishops, priests, religious,
seminarians and laity. There were meetings with other Christians, with Jews, and
with my fellow-countrymen. In the shrine of Our Lady of Pilar at Zaragoza I was
able to honour Mary, the Mother of God.
And I now pray that the new generations of God’s people in
the Iberian Peninsula and throughout Europe will rise on the splendid
foundations of two thousand years of Christianity.
* * *
It is a joy for me to welcome pilgrims and visitors from
various countries, including England, Denmark, Sri Lanka, Japan, Australia,
Canada and the United States.
In particular, I extend greetings to the members of the
General Chapter of the Society of the Divine Word. May the word of God be always
the driving force of your lives, as well as the criterion for all your choices.
And may the Incarnate Word of the Father, our Lord Jesus Christ, continue to
manifest himself to the world through your sacred ministry.
* * *
A special welcome goes also to the
visitors from Coventry. Your presence recalls the wonderful welcome that you
gave me last Pentecost Sunday at the airport of your city. Once again I am
grateful to you and to your fellow-citizens. To all of you I renew the greeting
that I spoke at that time: Peace be with you. And may the God of peace bless
Coventry and all England.
Ai pellegrini tedeschi
Liebe Brüder und Schwestern!
In Dankbarkeit gedenke ich heute noch einmal meiner kürzlichen Pastoralreise nach
Spanien. Ich danke allen, die diese Reise ermöglicht und mit ihrem Gebet
begleitet haben.
Meine Begegnung mit der überaus reichen religiösen
Vergangenheit und Gegenwart Spaniens begann mit dem feierlichen Abschluß der
Vierhundertjahrfeier des Todes der hl. Theresa in Avila. Theresa und Johannes
vom Kreuz sind die zwei großen Kirchenlehrer, die nach dem Konzil von Trient
eine bedeutende innere Erneuerung der Kirche eingeleitet haben. Zugleich begann
mit den Heiligen Ignatius von Loyola und Franz Xavier eine äußerst fruchtbare
Zeit des Apostolates und der Missionstätigkeit bis in die fernsten Länder und
Kontinente.
Das christliche Leben in Spanien geht zurück bis in die Zeit der
Apostel. Das Grab des hl. Jakobus in Compostela wurde zu einem der bekanntesten
Wallfahrtssort in Europa. Das große christliche Erbe der Vergangenheit lebt in
der heutigen Kirche Spaniens fort. Die Seligsprechung der Schwester Angela vom
Kreuz in Sevilla und die Priesterweihe in Valenza geben davon ein deutliches
Zeugnis; ebenso die zahlreichen Begegnungen mit der Jugend, den verschiedenen
kirchlichen Ständen und mit Vertretern aus Kultur und Wissenschaft.
Möge Maria, deren zahlreiche Heiligtümer ich ebenfalls besuchen
konnte, der Kirche und dem Volk in Spanien aus dem geistlichen Erlebnis dieser
Pastoralreise reiche bleibende Früchte erflehen!
* * *
Herzlich grüße ich bei dieser Audienz alle
anwesenden Gruppen und Pilger aus Deutschland, aus Österreich und den
Niederlanden. Unter ihnen nenne ich besonders die Dankwallfahrt anläßlich des
dreißigjährigen Bestehens der großen christlichen Wochenzeitung ”Neue Bildpost“.
Ihre Leserschaft hat im Lauf dieser Jahre wiederholt bewiesen, daß die Presse
durch ihre Informationen nicht nur die menschliche Neugierde ansprechen, sondern
auch echte Anteilnahme und konkreten Einsatz wecken kann. Das geschieht auch
dadurch, daß immer wieder von dem vielen Guten berichtet wird, das gottlob
allerorts getan wird. Gott bestärke und belohne diesen euren Einsatz! Von Herzen
erteile ich allen Pilgern deutscher Sprache meinen besonderen Apostolischen
Segen.
Ai fedeli spagnoli
Queridos hermanos y hermanas,
Mi saludo más cordial
y afectuoso a todos vosotros, amadísimos españoles y peregrinos de lengua
española. En presencia vuestra quiero hoy dar una vez más mis sentidas gracias
al Rey de España, así como a las Autoridades civiles y a la Conferencia
Episcopal Española por haberme invitado a la clausura del cuarto centenario de
la muerte de Santa Teresa de Jesús, reformadora del Carmelo y Doctora de la
Iglesia universal.
El jubileo teresiano ha quedado clausurado en Avila, donde
nacío la Santa, y en Alba de Tormes, donde terminó su paso por este mundo. Al
lado de Santa Teresa, compartiendo sus ansias de perfección, aparece en el
Carmelo renovado la figura de San Juan de la Cruz, cuyo sepulcro tuve ocasión de
venerar en Segovia. La misión de ambos Doctores coincide con el período
posterior a la Reforma y al Concilio de Trento, época en que se inicia una
significativa renovación para la Iglesia de entonces.
En este proceso de
renovación, España desempeñó un papel de gran relieve no sólo en lo que se
refiere a la esfera de la vida espiritual, en el campo de la ascética y mística,
sino también a la implantación del Evangelio en otras tierras recién
descubiertas, gracias al espíritu apostólico de sus misioneros, entre ellos San
Ignacio y San Francisco Javier, naturales de Loyola y Javier respectivamente,
lugares también visitados por mí.
Así pues, durante esta peregrinación a tierras
españolas he sido llevado de la mano de los Santos. No olvidemos que la historia
de la Iglesia en España se remonta a San Pablo y a Santiago el Mayor, cuyo
recuerdo permanece en Santiago de Compostela, meta de peregrinos para los
distintos países de Europa; una tradición apostólica que sigue dando frutos de
santidad, como demuestra la beatificación de Sor Angela de la Cruz en Sevilla.
Al mismo tiempo me ha sido dado acercarme a la realidad
contemporánea del Pueblo de Dios en España. En este contexto de amplio horizonte
eclesial quiero recordar los encuentros con los representantes del apostolado
seglar en Toledo, con las familias y los jóvenes en Madrid, con los agricultores
en Sevilla, con el mundo del trabajo en Barcelona, con el mundo de la emigración
en Guadalupe, con las gentes del mar en Santiago, a los que hay que añadir la
visita a los centros de la ciencia y de la cultura en la Universidad de Madrid y
en la Pontificia de Salamanca.
Todos estos encuentros muestran el interés de la Iglesia por
estar presente en el mundo actual. En esta continua búsqueda por llevar el
mensaje evangélico a todos los rincones de la sociedad, se ha de encuadrar el
encuentro con los representantes de las comunicaciones sociales y la visita a la
organización mundial del turismo. Particular significado asumen a este fin
evangelizador los encuentros con quienes por vocación sirven a la misión de la
Iglesia: la Conferencia Episcopal y los sacerdotes, religiosos y religiosas,
misioneros, y en general los educadores en la fe a quienes me dirigí en Granada.
Quiero asimismo recordar, a honor de la piedad mariana que
alienta la fe del pueblo español, los Santuarios dedicados a la Madre de Dios,
que pude visitar: Guadalupe, Montserrat y la Virgen del Pilar en Zaragoza.
Al repasar ahora, aunque sea rápidamente, todos estos lugares,
me salen del alma sentimientos de la más profunda gratitud al Señor y a la
querida España. Al mismo tiempo pido en mis plegarias que esta visita redunde en
bien para la Iglesia, para la sociedad española y para la Europa de nuestro
tiempo: hoy y mañana. A este problema fue dedicado mi último encuentro en la
Catedral de Santiago de Compostela, en presencia de los Reyes y de los
representantes de los Países y Episcopados europeos.
Ai fedeli di lingua portoghese
Queridos irmãos e irmãs de língua
portuguesa,
Saúdo-vos com afecto em Cristo, nesta primeira Audiência geral o
depois da minha viagem pastoral à Espanha; e quero partilhar convosco impressões
que dela me ficaram e a gratidão que me vai na alma: gratidão para com Deus, em
primeiro lugar, e para com todos aqueles que, de diversas maneiras, intervieram
na sua realização.
Enquadrada no encerramento das comemorações do quarto
centenário da morte de Santa Teresa de Jesus, esta viagem foi também
peregrinação a vários lugares ligados com eminentes vultos de santidade, que a
pátria espanhola deu à Igreja e ao mundo. Uni-me idealmente, ainda, ao longo
cortejo de romeiros que, de há séculos, para aí peregrinam, em demanda de
conhecidos centros e santuários de devoção cristã, em especial Santiago de
Compostela e os famosos Santuários marianos.
Foi para mim grato o encontro com
quase dois milénios de história da Igreja em terras de Espanha, que remonta à
idade apostólica e de tão gloriosa tradição missionária; mas foi-o também, e
sobretudo, o encontro com a realidade presente dessa grande Nação e com o Povo
de Deus que nela vive.
Assim, glorifico o Senhor, pela confiança revigorada no
contacto com as componentes e os servidores da vida eclesial, bem como pela
esperança que me ficou de contacto com as pessoas e os grupos que integram a
vida social; e conservo a melhor recordação de quantos tive a oportunidade e a
alegria de encontrar nesses dez dias.
Recomendo às vossas preces esta visita pastoral realizada: para
que ela dê frutos, para o dilecto Povo espanhol e para a Igreja, e possa servir
também a causa da unidade na Europa. E, de todo o coração, dou-vos a Bênção
Apostólica.
Ai fedeli
polacchi
W dniu świętego Stanisława Kostki Kościół
w Polsce wypowiada następującą modlitwę:
“Boże, Który pośród wielu cu dów Twojej mądrości udzielasz
łaski dojrzałej świętości także i w wieku młodzieńczym - daj, prosimy, abyśmy za
wzorem świętego Stanisława, okupując czas usilną, pracą, pospieszali do
wiecznego odpocznienia. Przez Chrystusa Pana naszego”.
Tę modlitwę powtarzam
dziś przed Wizerunkiem Jasnogórskiej Pani, łącząc się sercem z całą polską
młodzieżą. Święty Stanisław jest jej szczególnym Patronem.
Jego krótkie życie - osiemnaście lat - było wypełnione wielką próbą.
Jakąż próbą wypełnione jest życie tylu młodych Polaków!
Stanisław podołał próbie swojego życia. Wyszedł z
niej zwycięsko. Zwycięsko wychodził z tylu różnych prób, które składały się na
wielką próbę całego życia.
Ty, Matko, patrzyłaś na to życie z ogromną miłością. Wspierałaś nieustannie tego, który tak bezgranicznie Ci zawierzył.
Wspieraj
dzisiaj każdego z moich młodych Rodaków, pośród tych wszystkich prób, z jakich
składa się ich życie.
Niech Ci zawierzają, jak Stanisław!
I niech - jak Stanisław - odnoszą zwycięstwo.
Ed ecco una nostra traduzione italiana del discorso pronunciato dal Papa.
Nel giorno di san Stanislao Kostka, la Chiesa in
Polonia recita la seguente preghiera:
“Dio, che tra i molti miracoli della tua
sapienza, doni la grazia della santità matura anche nell’età giovanile, concedi
- te ne preghiamo - che, sull’esempio di san Stanislao, occupando il tempo con
il lavoro costante, dirigiamo i nostri passi all’eterno riposo. Per Cristo
nostro Signore”.
Ripeto oggi questa preghiera dinanzi all’effigie della Signora
di Jasna Góra, unendomi con il cuore a tutta la gioventù polacca. San Stanislao
è il suo particolare patrono.
La sua vita breve - diciotto anni - fu piena di
grande prova. Quale è la prova che riempie la vita di tanti giovani polacchi?
Stanislao ha superato la prova della sua vita. È uscito da essa vittorioso.
Vittorioso uscì dalle numerose varie prove che componevano la grande prova di
tutta la vita.
Tu, Madre, hai gradito questa vita con grande amore. Hai aiutato
incessantemente colui che così illimitatamente si è affidato a te.
Aiuta oggi
ognuno dei miei giovani connazionali in mezzo a tutte le prove delle
quali si compone la loro vita.
Si affidano essi a te come Stanislao!
E come Stanislao
riportino vittoria.
Ai gruppi Italiani
Saluto di cuore i partecipanti al
pellegrinaggio della diocesi di Nocera dei Pagani, guidati dal Vescovo Monsignor
Jolando Nuzzi e organizzato a conclusione delle Missioni predicate dai Padri
Redentoristi a Pagani, dov’è sepolto sant’Alfonso de’ Liguori. Raccomando al
Signore i buoni frutti che certamente le Missioni hanno suscitato in voi. La mia
benedizione va in special modo ai Ministri straordinari dell’Eucaristia, ai
Volontari Ospedalieri e a coloro che si curano dell’assistenza degli infermi e
degli anziani, ma essa è per tutti voi e la estendo volentieri ai vostri Cari.
* * *
Estendo il mio saluto anche ai partecipanti all’annuale Congresso
dell’Associazione Italiana Barmen e Sostenitori. Mentre li ringrazio per aver
desiderato questo incontro di fede, auguro loro ogni bene nel Signore e li
benedico insieme alle loro famiglie.
* * *
Dirigo ora il mio cordiale saluto ai
Sacerdoti e Dirigenti delle Guide e Scouts di Europa riuniti a Roma per un
Convegno circa la catechesi e l’inserimento nelle Chiese locali. In comunione
fraterna con le altre forze ecclesiali, sotto la guida del Magistero della
Chiesa, siate formatori di mature coscienze giovani, alimentando in esse,
mediante la vita sacramentale ed una retta direzione spirituale, il coraggio di
una luminosa testimonianza cristiana.
Vi sostenga la mia benedizione.
* * *
Un saluto
cordiale vada ora a tutti i giovani e alle giovani. Carissimi: “Crescete nella
conoscenza di Dio” (2 Pt 3, 18), amate sinceramente la Chiesa e siate sempre più
entusiasti della fede cristiana e dandone prova mediante una leale disponibilità
alle sapienti direttive che vi vengono impartite dai vostri parroci, in spirito
di ossequio alle indicazioni dei Presuli delle singole diocesi a cui
appartenete.
Con la mia benedizione.
* * *
A voi ammalati che recate qui l’omaggio
prezioso delle vostre sofferenze, rivolgo un pensiero grato e commosso, con
l’augurio che sappiate attingere dal Cristo Crocifisso la forza necessaria per
trasformare i vostri patimenti e le vostre prove in altrettanti atti di virtù
soprannaturali per la salvezza delle vostre anime e per quella del mondo intero.
Vi sia di conforto la mia speciale benedizione.
* * *
Un pensiero beneaugurante va infine agli sposi novelli.
Cari sposi, voi che avete formato da poco tempo la vostra famiglia sotto il
segno santo e santificante del sacramento del Matrimonio, non dimenticate mai i
grandi ideali che la famiglia cristiana è chiamata a realizzare: anzi viveteli
in pienezza, nella gioia vera e in un amore sempre crescente. Il Signore non
mancherà di moltiplicare per voi le sue grazie e di accordarvi la sua continua
protezione. Vi accompagni la mia particolare benedizione.
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