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GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Domenica, 6 agosto 1995
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Vorrei oggi introdurre la riflessione sulla missione della
donna, riflessione che ci accompagna in queste settimane di preparazione
all'incontro di Pechino, con un pensiero del Servo di Dio Paolo VI, morto qui a
Castel Gandolfo esattamente 17 anni or sono. Parlando nel 1970 di Maria
Montessori, in occasione del centenario della nascita, egli faceva osservare che
il segreto del suo successo, in certo senso le radici stesse dei suoi meriti
scientifici, andavano cercate nella sua anima, ossia in quella sensibilità
spirituale e femminile insieme, che le aveva consentito la "scoperta
vitale" del bambino, e l'aveva portata a costruire, su tale base, un
originale modello educativo (cfr. Insegnamenti di Paolo VI, VIII [1970], 888).
Il nome della Montessori ben rappresenta le tante donne, che
hanno dato importanti contributi al progresso della cultura. Purtroppo,
guardando obiettivamente la realtà storica, è giocoforza constatare, con
amarezza, che, anche a questo livello, le donne hanno risentito di una
sistematica emarginazione. Troppo a lungo si è negato o ridotto il loro spazio
di espressione al di fuori della famiglia, e grande ha dovuto essere
l'intraprendenza di quelle donne che, pur così penalizzate, sono riuscite ad
affermarsi.
2. E’ ora, dunque, che il divario di opportunità culturali
tra uomo e donna venga dappertutto colmato. Auspico di cuore che la prossima
Conferenza di Pechino dia un impulso decisivo in tale direzione. Da ciò
trarranno vantaggio non soltanto le donne, ma la cultura stessa, giacché il
vasto e molteplice mondo del pensiero e dell'arte ha più che mai bisogno del
loro "genio". Non sembri, questa, un'affermazione gratuita. L'attività
culturale, chiama in causa la persona umana nella sua interezza, nella duplice e
complementare sensibilità dell'uomo e della donna.
Ciò ha rilievo sempre, ma soprattutto quando sono in gioco gli
interrogativi ultimi dell'esistenza: chi è l'uomo? qual è il suo destino? qual
è il senso della vita? Queste domande decisive non trovano adeguata risposta
nei laboratori della scienza positiva, ma interpellano l'uomo nel profondo, ed
esigono, a così dire, un pensiero globale, capace di sintonizzarsi con
l'orizzonte del mistero. Come sottovalutare, a tal fine, il contributo
dell'animo femminile? L'ingresso sempre più qualificato delle donne non
soltanto come fruitrici, ma come protagoniste, nel mondo della cultura in tutte
le sue branche - dalla filosofia alla teologia, delle scienze umane a quelle
naturali, dalle arti figurative alla musica - è un dato di grande speranza per
l'umanità.
3. Volgiamo, con fiducia, lo sguardo alla Vergine Santa. Ella
portò, non meno delle altre donne del suo tempo, il peso di un'epoca in cui ben
poco spazio veniva loro concesso. Eppure il Figlio di Dio non esitò a mettersi,
in qualche modo, alla sua scuola! Voglia Maria ottenere a tutte le donne del
mondo la piena consapevolezza delle loro potenzialità e del loro ruolo al
servizio di una cultura sempre più autenticamente umana e conforme al disegno
di Dio.
Giovanni Paolo II ha poi rivolto le seguenti parole ai fedeli
italiani:
Desidero ora salutare tutti i pellegrini qui convenuti, in
particolare il gruppo della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Arcellasco
d'Erba (Como). Vi auguro, carissimi, di trascorrere in serenità questo tempo di
riposo per ritemprare il corpo e lo spirito.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice
Vaticana
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