1. Al termine di questa Messa in onore di Cristo Re, rivolgiamo per un
momento i nostri pensieri alla sua santa Madre, e ci uniamo nella preghiera
dell’Angelus. Questa bella preghiera inizia con le parole: “L’angelo del
Signore portò l’annuncio a Maria”.
Dio Padre prende l’iniziativa e manda il suo messaggero a invitare Maria ad
essere la Madre del suo Figlio amatissimo. San Luca ci dice: “L’angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una
vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La
vergine si chiamava Maria” (Lc 1, 26-27).
2. Il momento più grande nella vita di Maria cominciò con l’iniziativa di
Dio. Per mezzo dell’angelo Gabriele, Dio invita; e in umile disponibilità
Maria risponde. Dio propone e Maria accetta. “Fiat”, ella dice: “Avvenga
di me quello che tu hai detto” (Lc 1, 38). Questo è il momento in cui Maria
diventa la Madre di Dio. Questa è la svolta di tutta la storia della razza
umana, il momento in cui Dio si fa uomo. Questo è il modo in cui Maria ha
accettato il mistero dell’incarnazione, il modo in cui essa ha accettato di
diventare la Madre di Dio.
3. Nella storia della salvezza e nella vita di ciascuno di noi, Dio continua
incessantemente a prendere l’iniziativa, chiedendoci di rispondere nella fede,
invitandoci a dare il nostro assenso. È Dio che prende l’iniziativa, perché
è Dio che dirige il corso della storia. Come dice il Signore per mezzo del
profeta Geremia: “Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo . . .
progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di
speranza” (Ger 29, 11).
Recitiamo l’Angelus col desiderio di diventare più simili a Maria, di
avere una profonda fiducia nel piano di Dio per noi, una grande fiducia nella
sua amorevole provvidenza. E desideriamo dire con lei: “Avvenga di me quello
che tu hai detto”. Dobbiamo rispondere con fede e speranza alla grande
rivelazione dell’amore di Dio per il mondo.
4. Nel rivolgere questa preghiera alla Beata Vergine Maria, desidero affidare
alla sua amorevole protezione tutta la Chiesa della Nuova Zelanda. Affido alla
sua cura tutti gli amati fedeli di questo Paese, insieme ai loro vescovi, ai
sacerdoti e ai religiosi. Ti prego, santa Madre di Dio, di voler aiutare i
poveri e i sofferenti, ottenere il perdono per i peccatori, portare gioia agli
afflitti e condurre tutti i tuoi figli e le tue figlie della Nuova Zelanda alla
felicità della vita eterna, con gli angeli e i santi, nel regno di Gesù, tuo
Figlio. Amen.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana