1. La domenica odierna, nell’ottava di Natale, è al tempo stesso
la solennità della Sacra Famiglia di Nazaret. Il Figlio di Dio è venuto al mondo
dalla Vergine, il cui nome era Maria; è nato a Betlemme ed è cresciuto a Nazaret
sotto la protezione di un uomo giusto, chiamato Giuseppe.
Gesù fu dall’inizio il centro del loro grande amore, pieno di
sollecitudine e di affetto; fu la loro grande vocazione; fu la loro ispirazione;
fu il grande mistero della loro vita. Nella casa di Nazaret “cresceva in
sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52). Egli fu
obbediente e sottomesso, così come deve esserlo un figlio verso i propri
genitori. Questa obbedienza nazaretana di Gesù a Maria e a Giuseppe occupa quasi
tutti gli anni da lui vissuti sulla terra, e costituisce quindi il più lungo
periodo di quella totale e ininterrotta obbedienza che egli ha tributato al
Padre celeste. Non sono molti gli anni che Gesù ha dedicato al servizio della
Buona Novella e infine al Sacrificio della Croce.
Alla Sacra Famiglia appartiene così una parte rilevante di quel
divino mistero, il cui frutto è la redenzione del mondo.
2. Nella solennità della Sacra Famiglia di Nazaret, la Chiesa,
mediante la liturgia del giorno, porge i migliori e più fervidi auguri a tutte
le famiglie del mondo. Colgo, dalla lettera di San Paolo ai Colossesi, solo
queste due frasi tanto ricche di significato: “La pace di Cristo regni nei
vostri cuori” (Col 3,15).
La pace infatti è segno dell’amore, è la sua conferma nella vita
della famiglia. La pace è la gioia dei cuori; è il conforto nella fatica
quotidiana. La pace è il sostegno che si offrono reciprocamente moglie e marito,
e che i figli trovano nei genitori e i genitori nei figli. Tutte le famiglie del
mondo accolgano l’augurio di una tale pace.
Accolgano esse anche un altro augurio, di cui si parla nel
seguito della stessa lettera di San Paolo ai Colossesi: “la parola di Cristo
dimori tra voi abbondantemente” (Col 3,16).
La parola è manifestazione del pensiero e mezzo di reciproca
intesa. I genitori incominciano la loro opera educativa, insegnando al figlio le
parole. Esse svelano intelletto e anima, ed aprono davanti all’uomo nuovo le vie
della conoscenza del mondo, degli uomini e di Dio.
La parola è mezzo fondamentale di educazione e di sviluppo per
ogni uomo. Accolgano oggi tutte le famiglie del mondo gli auguri di bene e di
pace che scaturiscono dalla ricchezza della Parola di Cristo, affinché mediante
la fede in essa, i figli degli uomini trovino quella forza di vita che egli ha
trasmesso loro con la sua nascita. Per queste intenzioni eleviamo ora la nostra
preghiera alla Madonna.
Dopo l'Angelus
Ai partecipanti alla Maratona di San Silvestro
So che, questa mattina, sono partiti da Piazza San Pietro numerosi
partecipanti alla tradizionale “Maratona di San Silvestro”, promossa a
conclusione di quest’anno ormai al suo finale traguardo. Invio di cuore a tutti
i maratoneti il mio fervido saluto ed augurio di felice anno nuovo. Auspico
inoltre conquiste vere e durature negli agoni dello spirito, mentre chiedo al
Signore di diffondere nei cuori i doni della sua gioia e della sua pace, in
pegno dei quali invio ai generosi sportivi e a tutti i Romani la mia più
affettuosa Benedizione.
A una scuola elementare di Preganziòl (Treviso)
Un cordiale saluto rivolgo a voi, carissimi alunni della quinta Classe mista
della Scuola Elementare “Santa Maria delle Grazie in Preganziòl” venuti per
pregare sulla tomba degli Apostoli e per manifestare il vostro affetto al Papa.
Nel ringraziarvi della vostra gentile visita, vi affido alla materna protezione
della Madonna venerata nel santuario annesso alla vostra scuola e vi benedico,
estendendo la Benedizione Apostolica alle Religiose e ai genitori che vi hanno
accompagnato e all’intera comunità parrocchiale di Preganziòl.
Agli universitari della RUI
Rivolgo poi un particolare saluto agli studenti universitari e liceali della
Fondazione RUI (“Residenze Universitarie Internazionali”), provenienti da varie
parti d’Italia. Carissimi, se nei vostri ambienti sarete sempre testimoni di
Cristo, potrete sperimentare che i vostri attuali anni di studio non sono
soltanto una preparazione alla vita, ma vita essi stessi nel senso più pieno.
Mentre invoco il Signore di colmarvi delle sue grazie, cordialmente vi benedico.