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ALLOCUZIONE DEL SANTO
PADRE BENEDETTO XV
ALLE VEDOVE FRANCESI DI
GUERRA
VENUTE A ROMA IN PELLEGRINAGGIO
«LES VEUVES»
5 aprile 1919
Alle vedove francesi di
guerra
venute a Roma in pellegrinaggio.
Le vedove francesi
di guerra non potevano avere un interprete migliore dell’Eminentissimo
Arcivescovo di Reims. Ciò, non soltanto per il suo titolo di decano dei
Cardinali francesi, ma particolarmente per quanto egli ha sofferto durante la
guerra, così che il Venerabile Cardinale Luçon era anche, meglio di chiunque
altro, in grado d’interpretare i sentimenti delle vedove francesi di guerra.
Come Vescovo di una diocesi che è stata fra le più provate, egli ha avuto motivo
di ben comprendere che cosa è una vita spezzata. Pertanto egli aveva un titolo
particolare per intervenire a questa riunione di signore dal cuore spezzato, e
di prendervi la parola.
Ma il venerato Cardinale non si è affatto limitato ad offrirCi l’assicurazione dei sentimenti delle vedove di guerra, delle quali Ci
presentava una delegazione numerosa e degna di rispetto; nello stesso tempo ha
voluto cogliere l’occasione per parlarCi a nome di tutta la Francia. Potremmo
noi tacere che ciò ha colpito il Nostro cuore?
Noi pensiamo, in realtà, che le
vedove di guerra abbiano talmente meritato della loro patria, sia per i
sacrifici sopportati, sia per l’ammirevole rassegnazione di cui hanno dato
prova, che esse sono assolutamente degne di rappresentare la Francia intiera.
Così Noi accettiamo con gratitudine l’omaggio di devozione alla Santa Sede e di
filiale attaccamento alla Nostra Persona che Vostra Eminenza, signor Cardinale,
ha appena rinnovato con il suo magnifico discorso.
Noi dicevamo poco fa che le
vedove francesi di guerra sono particolarmente degne di rappresentare la loro
patria. È doveroso, da parte Nostra, aggiungere che il loro merito è cresciuto
per lo spirito di sacrificio che ha condotto un rilevante numero di loro ai
Nostri piedi, in quanto non ignoriamo che in questi tempi i viaggi sono assai
penosi e scoraggianti: anche il soggiorno a Roma non offre, al presente, le
comodità che offriva una volta.
Nessuno pensi che la Nostra riconoscenza non sia
altrettanto viva per le vedove di guerra che sono rimaste in Francia, perché Noi
sappiamo quanta preoccupazione pesi su di loro; d’altra parte, i telegrammi e le
lettere che abbiamo ricevuto ieri e questa mattina parlano
sufficientemente per testimoniare la partecipazione delle vedove rimaste in
Francia all’omaggio di quelle che Noi abbiamo la gioia di salutare qui presenti.
In tutti i casi, ciò che merita un’attenzione speciale è l’impegno che le vedove
francesi hanno dichiarato di volersi assumere: una dichiarazione che vincola sia
le assenti, sia le presenti. Si tratta dell’impegno di educare i loro figli
nell’amore per la Chiesa, nella conoscenza pratica dei doveri di ogni cristiano
verso Dio. Oh! come è bello questo impegno! È in forza di esso che ogni vedova
riconosce di dovere attualmente soddisfare da sola al ruolo di educatrice che un
tempo divideva con il suo sposo; è per questo impegno che le vedove francesi di
guerra riconoscono che hanno nelle loro mani la Francia del futuro, o il futuro
della Francia. La Francia del futuro: Noi la auguriamo prospera; il futuro della
Francia: Noi lo desideriamo felice. Queste due cose non possono non dipendere
dal modo secondo il quale saranno stati educati i giovani della nostra epoca.
Noi non vogliamo dunque risparmiare gli elogi per l’impegno che hanno preso le
vedove francesi di guerra di educare i loro figli nella religione cattolica. Nel
mondo, allorché si tratta di prendere un impegno solenne, si cerca di avere dei
testimoni: forse il padre è il testimone al quale si ricorre più frequentemente.
È ispirandosi a questo preciso sentimento che una delegazione di vedove francesi
di guerra è venuta a Roma per domandare al Padre della grande famiglia cattolica
di voler assistere quale testimone all’atto solenne del loro impegno. Oh! è una
grande gioia per Noi corrispondere, care figlie, al vostro desiderio. In nessun
luogo migliore avreste potuto prendere questo impegno che ai piedi dei santi
altari. È per questo che Noi abbiamo deciso di celebrare dopodomani la santa
Messa secondo la vostra intenzione; Noi inaugureremo i magnifici sacri doni dei
quali avete voluto farCi omaggio a ricordo del vostro pellegrinaggio a Roma. Oh!
che Ci sia permesso di offrire Noi stessi al divino Cuore di Gesù la devota
promessa che hanno fatto le vedove francesi di guerra di educare i loro figli
nell’amore di Dio e della Santa Chiesa!
Nell’attesa, Noi domandiamo al Signore
di diffondere le sue grazie e le sue benedizioni su tutte le vedove francesi di
guerra, ma particolarmente su quelle che, in questo momento, rappresentano qui
tanto degnamente la loro patria.
Oh! che la benedizione di Dio possa asciugare le lacrime di queste vedove,
assicuri la pace eterna all’anima dei loro mariti, e infine possa aprire la via
del cielo sia ai genitori, sia ai figli, in modo che sia loro concesso di
organizzare lassù quella vita di famiglia che il flagello della guerra non ha
permesso di condurre quaggiù.
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Editrice Vaticana
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